11 ° Festival dei presepi viventi ucraini dell’Italia meridionale a Caserta: Natale, tradizioni e unità della comunità ucraina
15 gennaio 2026
L’11 gennaio 2026, nella città di Caserta, si è svolto l’11 ° Festival dei presepi e dei canti natalizi delle comunità ucraine dell’Italia meridionale.

L’evento natalizio, organizzato in collaborazione con l’Ufficio per la pastorale dell’Esarcato Apostolico in Italia, ha unito preghiera, comunione e testimonianza culturale. La giornata si è aperta con la processione natalizia, una testimonianza pubblica di fede e di unità della comunità ucraina, che ha riunito clero, fedeli e ospiti. Dopo la processione è stata celebrata la Divina Liturgia, che ha rappresentato il centro e il momento più importante dell’intera giornata.
La parte conclusiva della giornata è stata il festival natalizio, che ha presentato presepi viventi, canti natalizi e iniziative culturali delle comunità come forma di viva testimonianza della tradizione e della fede ucraine, presso il teatro «Don Bosco». Organizzatori del festival natalizio sono stati la famiglia sacerdotale — Rev. Don Ihor Danylchuk, parroco della parrocchia personale «Santissima Trinità» a Caserta, e Sig.ra Halyna Danylchuk — insieme ai parrocchiani, che con impegno comune hanno preparato e realizzato l’evento. Il coordinamento e la regia delle esibizioni nel teatro Don Bosco sono stati curati dalla sig.ra Olha Tarasiuk. Presentatori del festival sono stati Petro Soroka e Maria Yuskiv.
Nel suo intervento, Mons. Hryhoriy Komar, Amministratore Apostolico per i fedeli cattolici ucraini di rito bizantino in Italia, ha sottolineato l’importanza del calore familiare, della custodia delle tradizioni ucraine e dell’unità spirituale. Il Vescovo ha inoltre evidenziato il ruolo dei canti natalizi e dei presepi nella vita della comunità: «Quelle nostre bandiere blu e gialle testimoniavano agli abitanti del luogo chi siamo: che amiamo l’Ucraina, che preghiamo per essa, che desideriamo la sua vittoria. E facciamo tutto ciò che è nelle nostre possibilità affinché sull’Ucraina giunga un giorno di giustizia e di pace.»
Al termine del Festival dei presepi, don Ihor, si è rivolto ai presenti con un appello alla custodia dello spirito e delle tradizioni ucraine: «Dobbiamo sempre conservare lo spirito ucraino, sostenere le nostre tradizioni, e non solo questo. Sappiamo infatti che nel giudizio finale risponderemo non solo del male che abbiamo fatto, ma anche del bene che avremmo potuto fare e non abbiamo fatto. Cerchiamo sempre di sostenere lo spirito ucraino, di custodire le tradizioni natalizie e di camminare insieme verso la vittoria. Il diavolo può tentare di sconfiggere l’Ucraina ma non lo permetteremo mai. Andiamo sempre avanti e ringraziamo Dio perché Egli è sempre con noi».
Hanno preso parte all’edizione di quest’anno del Festival dei presepi e dei canti natalizi diversi gruppi dei presepi viventi ucraini delle diverse città: Caserta, Aversa, Pompei, Salerno, Napoli. Durante il concerto è stata organizzata una lotteria con premi simbolici e, a sostegno dei difensori dell’Ucraina, sono stati raccolti 1.030 euro.
In conclusione, p. Ihor ha invitato tutti i partecipanti a ricevere gli attestati da parte di mons. Hryhoriy Komar, come segno di riconoscimento per il loro impegno e la loro partecipazione alla festa. Il vescovo ha condiviso le sue impressioni sull’evento: «Il tempo è passato molto velocemente. Ringraziamo tutti coloro che ci hanno donato questo tempo meraviglioso — un tempo di lode a Dio e di unità. Abbiamo tanto bisogno di incontrarci insieme, perché è proprio allora che sentiamo la nostra unità, la nostra forza, la nostra invincibilità. Vediamo il nostro splendido futuro e, per esso, vogliamo lavorare, dedicarci e chiedere a Dio la benedizione su tutto ciò che facciamo e che ci attende».
Il vescovo ha ringraziato in modo particolare gli organizzatori e tutti coloro che hanno collaborato alla preparazione dell’evento: «Anzitutto desidero ringraziare don Ihor per l’organizzazione di questo festival. Oggi abbiamo visto un risultato meraviglioso del suo impegno personale e del lavoro di tutta la squadra. Tantissime persone hanno aiutato: chi svolgeva un lavoro invisibile ma essenziale, assumendosi diversi compiti. Tutto questo insieme ha creato un quadro così bello, una festa davvero splendida».
Ufficio per le Comunicazioni dell’Esarcato Apostolico













































































