A Loreto si è svolto il primo Forum delle famiglie dell’Esarcato Apostolico in Italia

9 giugno 2026

Il 6 e 7 giugno, nella città di Loreto, si è svolto il pellegrinaggio delle famiglie dell’Esarcato Apostolico in Italia. Una particolarità del pellegrinaggio di quest’anno è stata il primo Forum delle famiglie, che ha riunito circa 100 partecipanti provenienti da diverse regioni d’Italia.

A Loreto si è svolto il primo Forum delle famiglie dell’Esarcato Apostolico in Italia

Luogo dell’incontro è stato il Santuario della Santa Casa della Beata Vergine Maria. Proprio qui le famiglie ucraine si sono ritrovate per la preghiera comune, il rinnovamento spirituale e l’approfondimento dei valori familiari.

Il programma del Forum è stato ricco e vario. Per gli adulti gli organizzatori hanno preparato riflessioni spirituali, testimonianze di coppie, laboratori tematici e incontri interattivi, che sono diventati un’occasione di confronto, conoscenza reciproca e costruzione di nuovi legami di amicizia tra le famiglie. Allo stesso tempo, per i più piccoli è stato previsto un programma separato, preparato dagli animatori dell’Esarcato Apostolico, permettendo così ai genitori di partecipare pienamente alle attività del Forum.

L’evento si è aperto con il saluto degli organizzatori: Rev. Don Mykola Shcherbak, responsabile della Pastorale familiare presso l’Ufficio pastorale dell’Esarcato Apostolico in Italia, e sua moglie Oksana Shcherbak, che hanno dedicato un notevole impegno alla preparazione e allo svolgimento dell’incontro.

I partecipanti al Forum sono stati salutati dall’Amministratore Apostolico, S. E. Rev.ma Hryhoriy Komar. Nel suo intervento, il Vescovo ha sottolineato l’importanza di incontri come questo per le famiglie ucraine che vivono lontano dalla patria: «È molto importante che siate venuti da diverse città d’Italia e vi siate riuniti in un’unica comunità per pregare insieme, stare insieme e riflettere su che cosa significhi per voi essere famiglia», ha affermato il Vescovo.

Egli ha inoltre ricordato che la famiglia è un dono di Dio e una vocazione attraverso la quale il Signore conduce la persona sulla via della salvezza. Secondo le sue parole, il compito più importante della famiglia cristiana è camminare insieme verso Dio, sostenersi reciprocamente nella fede e desiderare di raggiungere insieme il Regno dei Cieli.

Durante il Forum, la sig.ra Oksana Shcherbak ha presentato una relazione sul tema: «Dalla Chiesa domestica della clandestinità alla Chiesa domestica dell’emigrazione: trasmettere la fede e custodire l’identità». Nel suo intervento ha raccontato la vita della Chiesa Greco-Cattolica Ucraina durante le persecuzioni sovietiche e il ruolo particolare della famiglia nella custodia della fede.


La relatrice ha ricordato che, nel tempo della clandestinità, i fedeli conservavano segretamente nelle proprie case icone e oggetti liturgici, copiavano a mano i libri di preghiera e le Divine Liturgie venivano spesso celebrate di notte, con le tende chiuse, per evitare le persecuzioni da parte delle autorità.

«Ciò che i persecutori non potevano togliere era la famiglia cristiana», ha sottolineato l’organizzatrice dell’evento. Particolare attenzione ha suscitato nei partecipanti la storia di una coppia vissuta durante le persecuzioni sovietiche. Il marito, lavorando in fabbrica, per nove anni studiò in segreto per diventare sacerdote. Nonostante il lavoro quotidiano e il pericolo delle persecuzioni, rimase fedele alla propria vocazione, mentre la moglie lo sostenne in questo cammino.

Attraverso queste testimonianze, la sig.ra Oksana ha tracciato un parallelo tra la Chiesa domestica della clandestinità e la Chiesa domestica nell’emigrazione, sottolineando che anche oggi le famiglie ucraine sono chiamate a essere luogo di preghiera, trasmissione della fede e custodia dell’identità.

Un momento particolarmente significativo della prima giornata del Forum è stata la serata di lode, guidata da Rev. Don Ivan Vysochanskyi, referente per l’evangelizzazione dell’Ufficio catechistico dell’Esarcato Apostolico, insieme a sua moglie Olia Kruhlii. Durante la preghiera comune e i canti di lode, alle coppie è stato proposto un gesto particolare: guardarsi negli occhi e ricordare il cammino percorso insieme.

Per molti questo momento è diventato un’occasione per riconoscere in modo nuovo la presenza di Dio nella propria storia. Alcuni hanno ricordato il giorno del matrimonio, altri non hanno trattenuto le lacrime, mentre qualcuno stringeva in silenzio la mano del proprio coniuge, ringraziando Dio per gli anni di vita condivisa. Nel silenzio e nello sguardo reciproco, gli sposi hanno potuto riscoprire che il loro amore non è soltanto una scelta umana, ma anche una via attraverso la quale il Signore li conduce alla santità e alla salvezza.

Il giorno seguente, nella cripta del Santuario della Santa Casa della Beata Vergine Maria, è stata celebrata la Divina Liturgia, presieduta dal vescovo Hryhoriy Komar. Hanno concelebrato: don Mykola Shcherbak, Rev. Don Pavlo Hachan, Rev. Don Pavlo Zavisliak, don Ivan Vysochanskyi e il diacono Bohdan Krynytskyi.

Nella sua omelia, il Vescovo ha richiamato il significato particolare del pellegrinaggio a Loreto, luogo in cui i fedeli possono sperimentare l’amore materno della Beata Vergine Maria. «A volte le persone si chiedono: dov’è la mia casa? E spesso è difficile rispondere a questa domanda, soprattutto per chi vive lontano dalla propria terra. Ma la casa è là dove c’è la nostra mamma. Per questo, nella casa della nostra Madre celeste, possiamo sempre sentirci al sicuro, come figli amati e accolti», ha sottolineato il Vescovo.

Egli ha anche ricordato i santi del popolo ucraino, che con la loro vita hanno testimoniato la fedeltà a Dio, e ha invitato i partecipanti del Forum a non dimenticare la propria vocazione alla paternità e alla maternità: «Quando parliamo del Forum delle famiglie ucraine in Italia, non dimentichiamo che ciascuno di voi è chiamato alla paternità e alla maternità. È un dono particolare e una responsabilità che il Signore vi ha affidato».


Al termine del Forum, don Mykola Shcherbak ha espresso gratitudine a tutti i partecipanti, ai sacerdoti, ai coorganizzatori e agli animatori che hanno contribuito alla realizzazione dell’evento. Un momento toccante della conclusione è stata la consegna al vescovo di un dono preparato dai bambini. Insieme agli animatori, essi hanno realizzato una borsa di tela con l’immagine di un albero, simbolo della vita. Ogni bambino vi ha lasciato l’impronta del proprio dito, come una piccola foglia sul grande albero della famiglia di Dio.

Prima di fare ritorno alle proprie case, ogni famiglia e tutti i presenti hanno ricevuto dalle mani del Vescovo Hryhoriy una candela della missionarietà, come ricordo della vocazione a essere luce là dove il Signore li ha posti.

Presso la casa della Beata Vergine Maria, le famiglie ucraine hanno potuto ancora una volta sperimentare che, nonostante le distanze e le sfide della vita, rimangono un’unica comunità, unita dalla fede e dall’amore. Proprio da famiglie così, forti nella fede, unite nell’amore e aperte alla chiamata di Dio, nasce e cresce oggi una Chiesa viva.

Ufficio per le Comunicazioni dell’Esarcato Apostolico

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