A Roma, durante la preghiera ecumenica, raccolte offerte per aiutare gli ucraini

18 maggio 2026

Il 14 maggio, nella chiesa della Comunità evangelica luterana di Roma, si è svolta una celebrazione ecumenica in occasione della festa dell’Ascensione del Signore, che ha riunito cristiani di diverse tradizioni in una preghiera comune. All’iniziativa, in rappresentanza della Chiesa Greco-Cattolica Ucraina, ha partecipato Rev. Don Marсo Yaroslav Semehen, rettore della Basilica di Santa Sofia e Direttore dell’Ufficio «Migrantes» dell’Esarcato Apostolico.

A Roma, durante la preghiera ecumenica, raccolte offerte per aiutare gli ucraini

All’inizio della preghiera ha rivolto un saluto il pastore Michael Jonas. Egli ha sottolineato che, guardando il mondo con gli occhi di san Francesco, l’uomo vede anzitutto Cristo crocifisso: le sue ferite, che toccano in modo particolare il cuore umano in mezzo alle guerre e alle sofferenze del nostro tempo. Allo stesso tempo, il pastore ha ricordato che i cristiani sono chiamati a non fermarsi soltanto alle ferite del mondo, poiché Cristo è anche il Signore della Risurrezione e dell’Ascensione, Colui che si innalza al di sopra di ogni sofferenza e ingiustizia.

L’omelia durante la celebrazione è stata pronunciata da don Marсo Yaroslav Semehen. All’inizio del suo intervento, egli ha ringraziato la Comunità evangelica luterana di Roma per l’apertura, la fraternità, la comune testimonianza di fede e il grande sostegno offerto all’Ucraina negli ultimi anni.

«Ci siamo riuniti non come rappresentanti di diverse tradizioni, ma prima di tutto come discepoli dello stesso Signore. Cattolici, ortodossi, protestanti: abbiamo storie, ferite e cammini diversi, ma oggi volgiamo insieme lo sguardo a Cristo, che ascende al Padre senza lasciare la sua Chiesa».

Don Marсo ha ricordato anche il popolo ucraino, che da diversi anni vive al suono delle sirene, tra distruzioni, perdite e dolore. «La pace cristiana non è silenzio davanti all’ingiustizia e non è indifferenza verso la sofferenza. La pace di Cristo nasce dall’amore fraterno, dalla verità, dalla giustizia e dal riconoscimento della dignità di ogni persona».

La preghiera del «Padre nostro» in lingua ucraina è stata recitata da Adriana Galgano. Durante l’esecuzione dell’inno «Gesto di carità» si è svolta una raccolta di offerte a favore degli aiuti umanitari per gli ucraini, promossa dalla Basilica di Santa Sofia a Roma. Lo stesso inno è diventato un richiamo alla vocazione del cristiano a rispondere al dolore altrui con un gesto concreto di amore.

Nel corso dell’intera celebrazione, nella chiesa sono risuonate preghiere in diverse lingue, mentre l’atmosfera ecumenica della serata è diventata un segno di unità cristiana. Dopo la preghiera, nel giardino della chiesa si è tenuto un momento conviviale, durante il quale i presenti hanno potuto proseguire la serata in un clima di fraternità, condivisione e dialogo.

La Comunità luterana di Roma è una delle realtà protestanti attive della città e da molti anni partecipa al dialogo ecumenico, alle iniziative sociali e al sostegno delle persone colpite dalla guerra. La sua solidarietà con l’Ucraina è diventata particolarmente significativa dopo l’inizio dell’invasione su vasta scala: negli ultimi tre anni, la comunità ha organizzato due volte all’anno raccolte a favore dell’Ucraina e ha sostenuto iniziative umanitarie, anche attraverso l’invio di medicinali.

A cura del Dipartimento dell’Informazione della Chiesa Greco-Cattolica Ucraina

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