A Roma si è svolto l’incontro delle comunità «Madri in preghiera» del distretto pastorale di Roma

28 aprile 2026

Il 28 aprile 2026, presso la chiesa di Cristo Re dei Padri Basiliani a Roma, si è svolto l’incontro delle comunità «Madri in preghiera» del distretto pastorale di Roma dell’Esarcato Apostolico in Italia.

A Roma si è svolto l’incontro delle comunità «Madri in preghiera» del distretto pastorale di Roma

La giornata è iniziata con la preghiera del Rosario. Un momento particolarmente significativo è stata la «Preghiera delle madri», presieduta da Rev. Don Vasyl Verbitskyi, padre spirituale e coordinatore nazionale della comunità «Madri in preghiera» dell’Esarcato Apostolico in Italia.

Rivolgendosi alle madri presenti, don Vasyl ha detto: «Questo è un giorno speciale: il giorno della nostra preghiera comune. Una preghiera nella quale oggi ci uniamo con il cuore. È un momento di gratitudine per la vostra vocazione, per il vostro amore e per il sacrificio che ogni giorno offrite nelle vostre famiglie».

Don Vasyl ha inoltre ricordato che la preghiera materna supera i confini della propria famiglia: «Nel cuore di una madre non può esserci soltanto la preghiera per i propri figli. Nel cuore di una madre c’è anche la preghiera per coloro che non sono suoi parenti, per tutto il popolo. Preghiamo anche per i nostri difensori». Richiamando il tempo presente, ha aggiunto: «In modo particolare, in questo tempo preghiamo per i nostri coraggiosi soldati, per i volontari, per i nostri cappellani, per i sacerdoti. Preghiamo per il nostro popolo e per la nostra Patria».

Ha poi aggiunto che questa unità diventa particolarmente importante nel tempo della prova: «Ci mettiamo gli uni accanto agli altri, spalla a spalla, nella preghiera comune. E anche in questo tempo difficile — tempo di guerra, di oscurità e di sofferenza — la vostra preghiera materna porta luce e speranza».

Il sacerdote ha indicato tre dimensioni fondamentali della vocazione materna. La prima è la preghiera perseverante: «Prima di tutto, la madre è colei che sta in preghiera, che rimane costantemente nella preghiera». Il sacerdote ha sottolineato che la preghiera della madre è forte sia nella gioia sia nella prova: «Per noi è facile pregare quando un figlio ha successo. Ma preghiamo anche con grande trepidazione quando un figlio attraversa prove, difficoltà o momenti di buio. Questo stare della madre davanti a Dio è molto importante».

La seconda dimensione è l’unità: «La madre è colei che unisce. Non può dividere la famiglia o la vita. E oggi testimoniamo che le prove non ci hanno spezzati né divisi. Siamo diversi, ma nella preghiera siamo uniti». E ha aggiunto: «Una madre che prega insieme a un’altra madre non è mai sola».

La terza dimensione è la fiducia in Dio: «La madre è colei che si affida. Questa chiesa ha visto molte lacrime e molte gioie di madri. E oggi vede noi: nella gioia, nella paura e nella preoccupazione. Ma queste mura sono diventate testimoni del fatto che Dio è presente qui e ci sostiene».

Successivamente è stata celebrata la Divina Liturgia, presieduta da Rev. Don Robert Lyseiko, OSBM, Protoarchimandrita dell’Ordine di San Basilio Magno, in concelebrazione con Rev. Don Vasyl Hushuvatyi, protopresbitero del distretto pastorale di Roma, Rev. Don Vasyl Verbitskyi,Rev. Don Mykhailo Karpinets, viceparroco della chiesa cattedrale della Madre di Dio di Zhyrovytsi e dei Santi Martiri Sergio e Bacco a Roma.

Durante l’omelia, p. Robert si è rivolto alle madri presenti con una riflessione sull’esperienza della fede nel tempo della prova: «Oggi siamo qui come comunità, come persone unite dalla fede e dall’esperienza della vita. Questa esperienza, vissuta in modo particolare negli ultimi anni di prova, ci forma, ci purifica e ci insegna a comprendere più profondamente che cosa sia la preghiera».

Il Protoarchimandrita ha sottolineato che le difficoltà vissute sono diventate una vera scuola di crescita spirituale: «In questi anni abbiamo ricevuto un’esperienza spirituale molto importante: l’esperienza delle domande, dei dubbi, del dolore, ma anche l’esperienza della presenza di Dio. Proprio per questo oggi ci chiediamo: la nostra preghiera è autentica? È davvero quel centro su cui possiamo appoggiarci anche quando tutto il resto sembra crollare?».

P. Robert ha poi richiamato il senso più profondo della preghiera: «La preghiera non è una formula magica da ripetere per ottenere subito il risultato desiderato. È un incontro con Dio. È un cammino nel quale impariamo a fidarci anche quando non vediamo ancora la risposta».

Il sacerdote si è soffermato anche sulla vera natura della Chiesa: «Siamo Chiesa non perché abbiamo un edificio sacro, ma perché ci raduniamo insieme in Cristo. Ascoltiamo Dio, cerchiamo la sua volontà e impariamo a viverla, anche quando non è facile». Parlando dell’amore verso il prossimo, ha aggiunto: «Ci è facile stare con chi ci è vicino e comprensibile. Ma il vero amore si manifesta quando impariamo ad accogliere l’altro e a servirlo, anche quando questo richiede fatica. Proprio la preghiera ci aiuta in questo, perché cambia il cuore».

Parole particolari sono state rivolte alle madri: «Care madri, la vostra preghiera è speciale. Pregate non soltanto per i vostri figli, ma anche per gli altri, per coloro che hanno bisogno di amore. Proprio per questo la vostra preghiera ha una grande forza».

Al termine della celebrazione, Rev. Don Vasyl Hushuvatyi ha espresso gratitudine al clero e agli organizzatori a nome di Mons. Hryhoriy Komar, Amministratore Apostolico dell’Esarcato Apostolico in Italia: «Permettetemi, a nome di Sua Eccellenza Mons. Hryhoriy, di esprimere un sincero ringraziamento a voi, care madri, ai sacerdoti, ai cappellani e a tutti i presenti».

L’incontro si è concluso con il Moleben alla Santissima Madre di Dio, celebrato presso la Casa generalizia delle Suore Basiliane.

Ufficio per le Comunicazioni dell’Esarcato Apostolico

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