Formare coloro che guidano gli altri. Incontro formativo degli animatori dell’Esarcato Apostolico
29 aprile 2026
Il 29 aprile 2026, a Sacrofano, si è svolto il quinto incontro formativo degli animatori cristiani dell’Esarcato Apostolico. L’iniziativa, pensata come momento di formazione e di crescita spirituale per i giovani, ha riunito questa volta circa 60 partecipanti provenienti da diverse città d’Italia.

Questi incontri formativi hanno lo scopo di preparare giovani leader a un servizio attivo nelle parrocchie durante tutto l’anno: sia nei campi estivi, sia nel lavoro ordinario con i bambini. Particolare attenzione viene dedicata alla crescita spirituale dei partecipanti, allo sviluppo del senso di responsabilità e alla formazione di competenze concrete per l’accompagnamento dei più piccoli.
L’evento è stato organizzato dall’Ufficio per la Pastorale Giovanile dell’Esarcato Apostolico, diretto da Rev. Don Sviatoslav Tytuliak.





Le lezioni e i diversi momenti formativi sono stati guidati da un’équipe di formatori con esperienza, tra cui:
- Rev. Don Ivan Vysochanskyi, referente per l’evangelizzazione dell’Ufficio Catechistico dell’Esarcato Apostolico;
- Olia Kruhlii, insegnante di lingua inglese e animatrice cristiana con molti anni di esperienza;
- Rev. Don Sviatoslav Tytuliak, direttore dell’Ufficio per la Pastorale Giovanile dell’Esarcato Apostolico in Italia;
- Vasyl Koval, studente della Pontificia Università Gregoriana, in Teologia fondamentale;
- Nestor Vysochanskyi, studente della Pontificia Università Gregoriana, in Teologia dogmatica;
- Andrii Tymchuk, studente del Pontificio Istituto Orientale, in Diritto canonico;
- suor Luiza Tsiupa, SAMI, direttrice dell’Ufficio Catechistico dell’Esarcato Apostolico;
- Rev. Don Dmytro Leshko, psicologo, psicoterapeuta e dottorando in Psicologia presso l’Università Pontificia Salesiana.
Il primo giorno ha avuto un carattere soprattutto pratico. I partecipanti hanno vissuto una giornata di campo in forma abbreviata, non come organizzatori, ma come bambini, per entrare più da vicino nella loro esperienza. Ad accoglierli c’era la figura biblica di Abramo, interpretata da don Ivan Vysochanskyi, che simbolicamente invitava ciascuno a compiere un passo personale verso la propria chiamata.
Successivamente, nel cammino verso la «terra promessa», i partecipanti si sono divisi in squadre e hanno avuto modo di conoscersi. È seguita una breve riflessione sulla vocazione, con particolare attenzione alla responsabilità personale nella risposta a Dio.
Uno degli elementi centrali è stato un gioco dinamico di simulazione: le squadre avanzavano insieme tenendosi a una corda comune, segno della responsabilità reciproca. Lungo il percorso appariva anche l’immagine di Gomorra, simbolo della tentazione che spinge a infrangere le regole. Chi cedeva alla provocazione riceveva alcune limitazioni, che rendevano più difficile il cammino successivo. In questo modo i partecipanti hanno potuto sperimentare concretamente come ogni scelta non incida soltanto sulla libertà personale, ma anche sull’intera squadra.
Le squadre hanno inoltre svolto un compito creativo, i cui risultati sono stati presentati alla fine della giornata. La serata si è conclusa con il falò, un tempo di condivisione, canti accompagnati dalla chitarra e conoscenza reciproca. Il secondo giorno ha avuto un carattere maggiormente formativo, seguito dalle lezioni dedicate alla leadership, al ruolo dell’animatore e alle competenze necessarie nel lavoro con i bambini.
Una parte specifica è stata dedicata al seminario psicologico guidato da don Dmytro Leshko. I partecipanti hanno avuto la possibilità di guardare più in profondità a se stessi, alle proprie emozioni e al proprio stato interiore. Attraverso domande semplici ma precise — «Che cosa sto provando adesso?», «Che cosa mi manca?», «Che cosa desidero fare?» — ciascuno è stato aiutato a prendere maggiore consapevolezza di sé all’interno della comunità.
Un’attenzione particolare è stata dedicata anche al tema della leadership. È stato sottolineato che il leader non è soltanto colui che guida, ma colui che si assume la responsabilità degli altri e sa essere parte di una squadra.






Ai partecipanti sono stati inoltre presentati alcuni giochi pratici da utilizzare nel lavoro con i bambini. Nella parte interattiva, invece, hanno lavorato in gruppi riflettendo sull’immagine della comunità come un unico corpo e sul ruolo di ciascuno al suo interno.
In questo contesto è emerso in modo particolare il tema della comunicazione: parlare con sincerità e chiarezza, non avere paura di esprimere le difficoltà, saper ascoltare fino in fondo e rispettarsi reciprocamente. Proprio queste cose semplici diventano il fondamento di una squadra sana.
Un momento spirituale significativo è stato la Divina Liturgia, insieme alla serata di preghiera guidata da Olia Kruhlii e don Ivan Vysochanskyi. Durante la catechesi sulla vocazione, tenuta da suor Luiza Tsiupa, SAMI, i giovani hanno avuto l’occasione di fermarsi, riflettere e porsi domande importanti. La catechesi era centrata sulla figura di Abramo e sulla sua chiamata, tema principale dei campi estivi di quest’anno nell’Esarcato.
L’incontro formativo si è concluso con un gioco finale a squadre, durante il quale i partecipanti non solo hanno risposto ad alcune domande, ma hanno anche svolto prove pratiche, mostrando le conoscenze acquisite e la capacità di lavorare insieme.
Ciò che più conta, tuttavia, non è avvenuto soltanto nelle prove o nelle risposte, ma nel fatto che questi giorni sono diventati uno spazio in cui i giovani hanno imparato non solo a servire, ma anche a riconoscere la propria chiamata e, come Abramo, a fidarsi di essa anche quando il cammino non è ancora del tutto chiaro.
Ufficio per le Comunicazioni dell’Esarcato Apostolico











