«Gesù non viene come un re terreno, ma per dare la sua vita per noi», — Mons. Hryhoriy nella Domenica delle Palme
29 marzo 2026
«Gesù entra a Gerusalemme non per diventare un re terreno. Entra per morire sulla croce, per accettare la condanna a morte». Lo ha affermato l’Amministratore Apostolico dell’Esarcato Apostolico per i fedeli cattolici ucraini di rito bizantino in Italia, S. E. Rev.ma Mons. Hryhoriy Komar, durante l’omelia nella Domenica delle Palme, il 29 marzo 2026.

In occasione della festa dell’Ingresso del Signore in Gerusalemme, Mons. Hryhoriy ha presieduto la Divina Liturgia nella cattedrale dell’Esarcato Apostolico della Madre di Dio di Zhyrovyci e dei Santi Martiri Sergio e Bacco a Roma.
Particolare attenzione nell’omelia è stata dedicata al miracolo della risurrezione di Lazzaro, che ha preceduto l’ingresso di Gesù a Gerusalemme. «Lazzaro era già nel sepolcro da quattro giorni. E quando Gesù ordinò di togliere la pietra, perfino le sorelle di Lazzaro si opposero, dicendo che ormai era troppo tardi, perché il corpo aveva già iniziato a decomporsi».
Il predicatore ha sottolineato che proprio questo miracolo è divenuto una potente testimonianza della forza di Dio: «Quando Lazzaro uscì dal sepolcro alla parola del Signore, fu un grande sconvolgimento per tutti. I testimoni di questo miracolo videro in Gesù non solo un grande taumaturgo, ma Colui che ha potere non solo sulla vita, ma anche sulla morte». Il presule ha spiegato anche la ragione della grande folla che accoglieva Cristo: «Proprio per questo, grandi folle accompagnarono Gesù e gli andarono incontro. La notizia della risurrezione di Lazzaro si era rapidamente diffusa in tutta la città»
Il vescovo ha invitato i fedeli a leggere con attenzione il racconto evangelico: «È importante ascoltare e leggere con attenzione il racconto dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme. Di questo evento parlano tutti e quattro gli evangelisti — Marco, Matteo, Luca e Giovanni — e ciascuno aggiunge i propri dettagli, i propri accenti», ha sottolineato. Secondo le sue parole, Gesù entra a Gerusalemme attraverso la porta orientale, che simbolicamente richiama il ritorno della gloria di Dio al tempio.
Egli ha inoltre richiamato un importante gesto simbolico di Gesù: «Egli entra a Gerusalemme seduto su un asinello. Non è un segno di potenza militare, ma un segno di pace. Come il re Salomone entrò su un asino, così anche Cristo — Figlio di Davide — viene come Re della pace», ha affermato il predicatore. Mons. Hryhoriy ha aggiunto che Cristo non vince con la spada, ma con l’amore, e viene a liberare l’uomo non dall’oppressione politica, ma dal peccato.
Il predicatore ha inoltre richiamato la simbologia dei rami di palma e dei mantelli stesi a terra: «I rami di palma sono segno di vittoria. Le persone stendevano davanti a Lui i loro mantelli, segno che Lo riconoscono come loro Signore», ha osservato. Ha sottolineato che oggi Cristo desidera entrare non solo a Gerusalemme, ma anche nel cuore di ciascuno: «Apriamogli le porte della nostra anima, permettiamogli di essere il nostro Re. Osanna! Salvaci, o Signore, Tu che vieni nel nome del Signore», ha esortato.
Al termine della celebrazione, l’Amministratore Apostolico ha sottolineato l’importanza della Settimana Santa per la vita spirituale di ciascuno: «Per arrivare alla Pasqua e viverla veramente, dobbiamo vivere bene la settimana che segue. È un tempo particolare non solo nella vita della Chiesa, ma anche nella nostra vita spirituale personale».
Ha invitato i fedeli a concentrarsi sulla meditazione delle sofferenze di Cristo e sulla Parola di Dio: «Che questo tempo diventi per noi un tempo di particolare raccoglimento spirituale, di incontro con la Sacra Scrittura. Se leggiamo, facciamolo con attenzione e cuore aperto, per prepararci davvero alla gioia della Risurrezione».
Dopo la celebrazione si è svolta la tradizionale benedizione dei rami d’ulivo davanti alla cattedrale, insieme alla comunità cattolica locale della Chiesa di Santa Maria ai Monti e alla comunità ortodossa georgiana.
Ufficio per le Comunicazioni dell’Esarcato Apostolico
































