I giovani dell’Esarcato Apostolico hanno partecipato all’Incontro europeo di Taizé a Parigi

7 gennaio 2026

Alla fine del 2025, i giovani dell’Esarcato Apostolico per i fedeli cattolici ucraini di rito bizantino in Italia hanno vissuto l’esperienza della partecipazione all’Incontro europeo di preghiera di Taizé a Parigi.

I giovani dell’Esarcato Apostolico hanno partecipato all’Incontro europeo di Taizé a Parigi

Insieme a cinque sacerdoti, 42 giovani, di età compresa tra i 18 e i 35 anni hanno preso parte alla 48ª edizione dell’Incontro europeo di Taizé, che ha riunito circa 12 mila partecipanti provenienti da diversi Paesi d’Europa, tra i quali quasi mille giovani ucraini. La partecipazione dei giovani dell’Esarcato Apostolico a questo evento è stata organizzata dall’Ufficio per la pastorale giovanile, sotto la guida di Rev. Don Sviatoslav Tytuliak.

Taizé è una forma di preghiera ben conosciuta tra i giovani di molti Paesi europei. Si distingue per la sua semplicità: brevi canti in diverse lingue, musica e silenzio. Questo stile di preghiera permette di rallentare il ritmo di vita, di allontanarsi dal rumore quotidiano e di sostare nel silenzio con i propri pensieri ed esperienze. Questa forma di preghiera è nata in Francia, nella comunità ecumenica dei fratelli di Taizé, e nel tempo si è diffusa in tutto il mondo.

Parigi ha accolto i pellegrini non come turisti, ma come ospiti. I giovani sono stati ospitati in famiglie e parrocchie, dove fin dai primi giorni si sono sentiti parte delle comunità locali. Il ritmo quotidiano dell’incontro era semplice ma intenso: colazioni condivise con le famiglie ospitanti, preghiere mattutine di Taizé nelle parrocchie, incontri internazionali in piccoli gruppi, durante i quali giovani di diversi Paesi condividevano riflessioni sulla fede, sulla vita e sulla propria esperienza personale.

Allo stesso tempo, l’incontro non si è limitato agli spazi delle chiese. Durante il giorno i partecipanti si ritrovavano al Campo di Marte, di fronte alla Torre Eiffel, per pranzare insieme e dialogare. In seguito, ciascuno poteva scegliere il proprio modo di partecipare: dalla veglia di preghiera in una delle chiese parigine ai laboratori tematici organizzati in diverse zone della città.


Il momento culminante dell’incontro sono state le grandi veglie serali di preghiera del 30 e 31 dicembre presso l’Arena di Bercy. Migliaia di giovani hanno pregato insieme nello stile di Taizé, attraverso il canto di brevi inni in varie lingue, la musica e momenti di silenzio.

Rivolgendosi ai partecipanti, il priore della Comunità di Taizé, fr. Matthew, ha affermato:

«In Ucraina — a Leopoli, Ternopil e Zaporižžja — ho incontrato molte persone coraggiose. Piangevano, ma spesso, grazie alla loro fede, si rialzavano come Maria Maddalena per portare agli altri la buona notizia che la vita è più forte della morte. La luce che celebriamo in questi giorni di Natale splende davvero nelle tenebre, e le tenebre non sono riuscite a soffocarla».

Tra i cori che hanno accompagnato la preghiera, uno dei principali è stato il coro ucraino «Taizé Obnova — Ternopil». Il suo canto è risuonato come un messaggio di speranza e di resilienza: anche nei tempi difficili, la fede, la cultura e la spiritualità sanno sostenere e unire le persone.

Un momento particolarmente significativo per i giovani è stata la processione verso la Cattedrale di Notre-Dame di Paris. Camminando per le strade della città con la bandiera ucraina, i giovani hanno cantato le tradizionali kolyadky — canti natalizi, mostrando ai passanti una parte della propria cultura e delle proprie tradizioni.

Dopo la preghiera a Notre-Dame, i partecipanti si sono recati alla Cattedrale dell’Eparchia di San Volodymyr il Grande a Parigi per gli ucraini, dove è stata celebrata una Divina Liturgia.

La Liturgia è stata presieduta dal vescovo di questa Eparchia Mons. Ihor Rantsya con la concelebrazione del Mons. Bryan Bayda, Capo della commissione per la pastorale giovanile della Chiesa Greco-Cattolica Ucraina, e dei sacerdoti responsabili della pastorale giovanile delle diverse eparchie. La celebrazione si è conclusa con una kolyada comunitaria, risuonata come la voce viva dei giovani tra le mura della cattedrale.

Il Capodanno è stato accolto senza festeggiamenti rumorosi, ma in modo speciale. Dopo la preghiera serale del 31 dicembre, si è svolto il tradizionale Festival dei popoli, durante il quale i partecipanti hanno condiviso musica, canti e tradizioni culturali dei propri Paesi. Le famiglie ospitanti e i parrocchiani hanno offerto piatti festivi, creando un clima di calore e accoglienza.

Molti giovani hanno confessato di essere partiti senza particolari aspettative, e alcuni persino con dei dubbi sulla scelta di partecipare. Tuttavia, già durante l’incontro hanno sentito che questa esperienza apriva nuovi orizzonti: offriva la possibilità di conoscere gli altri, di approfondire le proprie riflessioni interiori e di sperimentare una comunità viva.

Il 1 ° gennaio, dopo le preghiere conclusive nelle parrocchie e il saluto alle famiglie ospitanti, i partecipanti sono ripartiti, facendo ritorno in Italia.

Durante il viaggio di ritorno, i giovani hanno condiviso le proprie esperienze. Don Sviatoslav Tytuliak ha sottolineato che, durante la prima preghiera comune del 30 dicembre, è riuscito a raccogliersi in modo particolare e a riflettere più profondamente sulle proprie priorità di vita. Secondo le sue parole, la preghiera ha compiuto il suo scopo: ha creato uno spazio di silenzio e di rinnovamento interiore.

Il prossimo Incontro europeo di Taizé si svolgerà in Polonia, nella città di Łódź. I partecipanti sono tornati a casa con la convinzione che questo viaggio sia stato solo il primo passo di una nuova storia della pastorale giovanile dell’Esarcato Apostolico — con ricordi luminosi, nuove amicizie e la certezza che molte altre belle esperienze li attendono.

Ufficio per le Comunicazioni dell’Esarcato Apostolico

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