Il pellegrinaggio degli ucraini in Italia a San Giovanni Rotondo

18 marzo 2026

Domenica 15 marzo 2026 si è svolto il pellegrinaggio dei fedeli del Distretto pastorale di Napoli da san Padre Pio da Pietrelcina a San Giovanni Rotondo. Per gli ucraini delle regioni meridionali d’Italia è ormai diventata una tradizione annuale, durante il tempo di Quaresima, organizzare un pellegrinaggio a questo grande santo del XX secolo.

Il pellegrinaggio degli ucraini in Italia a San Giovanni Rotondo

Al pellegrinaggio hanno partecipato oltre 400 fedeli ucraini. All’inizio i pellegrini hanno pregato davanti alle reliquie di san Pio nella cripta del Santuario di Santa Maria delle Grazie, esposte dal 2013 in un sarcofago di vetro per la venerazione dei fedeli. Successivamente hanno partecipato alla Via Crucis, durante la quale hanno meditato sulla passione del Signore Gesù Cristo alla luce delle sofferenze del popolo ucraino.

Dopo la Via Crucis, il sacerdote locale Rev. Don Vitaliy Perih ha tenuto una riflessione spirituale, nella quale ha messo in relazione le sofferenze di Cristo con le prove della guerra che oggi vive il popolo ucraino. Ha sottolineato che anche l’Ucraina porta la propria croce, ma che crediamo fermamente che questo cammino, come quello di Cristo, si concluderà con la gloriosa risurrezione.



Il momento centrale del pellegrinaggio è stata la Divina Liturgia, celebrata nel Santuario di Santa Maria delle Grazie dal protopresbitero del Distretto pastorale di Napoli, Rev. Don Ihor Stus, concelebrata dai sacerdoti. La celebrazione è stata accompagnata dal coro parrocchiale di Battipaglia.

Durante la Divina Liturgia, don Ihor Stus, prendendo spunto dalla vita di san Padre Pio, ha rivolto ai fedeli una riflessione spirituale, evidenziando alcuni aspetti fondamentali della vita cristiana nel tempo della guerra.

In particolare, il predicatore ha sottolineato la chiamata a condividere le sofferenze con Cristo, soprattutto in un tempo in cui il popolo ucraino vive il dolore della guerra, la perdita dei propri cari e le prove quotidiane. Ha inoltre ringraziato tutti i pellegrini per la loro presenza, in particolare coloro che portano nel cuore sofferenze personali, evidenziando come la preghiera comune sia fonte di forza e di speranza.

Richiamando l’esperienza di san Padre Pio, che visse i tempi delle guerre mondiali, don Ihor ha ricordato le sue parole secondo cui la preghiera è «la migliore arma» e la chiave del cuore di Dio. In questo spirito ha invitato i fedeli a intensificare la preghiera per la pace in Ucraina e per i difensori della patria.

Un’attenzione particolare è stata dedicata alla vocazione alla santità di ogni cristiano. L’esempio di san PadrePio, ha sottolineato il predicatore, mostra come attraverso l’umiltà e il servizio al prossimo l’uomo possa diventare strumento della grazia divina. I fedeli sono stati incoraggiati a cercare la volontà di Dio nella vita quotidiana e a essere attenti ai bisogni degli altri.

Al termine, don Ihor ha augurato che questo pellegrinaggio diventi per tutti un tempo di rinnovamento spirituale, ricordando le parole di san Padre Pio: «Prega, spera e non ti preoccupare», particolarmente attuali nel tempo delle prove.

Ufficio per le Comunicazioni dell’Esarcato Apostolico

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