Il presepe come annuncio del Vangelo: a Ferrara si è svolto il Festival dei presepi dell’Italia settentrionale
5 gennaio 2026
Il 3 gennaio, per la seconda volta, nella città di Ferrara si è svolto il Festival dei presepi viventi ucraini dell’Italia settentrionale. La giornata festiva si è aperta con la Divina Liturgia, presieduta da Mons. Hryhoriy Komar, Amministratore Apostolico per i fedeli cattolici ucraini di rito bizantino in Italia, nella chiesa in cui si riunisce la comunità ucraina locale, la Chiesa di San Giovanni Battista.

Alla preghiera comune hanno preso parte sacerdoti, fedeli della comunità ucraina, famiglie con bambini e numerosi giovani. L’evento è stato organizzato dal Rev. Don Vasyl Verbytskyi di Ferrara, direttore dell’Ufficio per la pastorale dell’Esarcato Apostolico. La Liturgia è stata animata dal coro parrocchiale «Oranta» di Ferrara.
Rivolgendosi ai presenti, il vescovo Hryhoriy, nell’omelia, ha sottolineato in modo particolare la presenza dei giovani non solo dell’Esarcato Apostolico, ma anche provenienti dall’Ucraina, come segno di unità del popolo ucraino oltre i confini della Patria.
Nel suo intervento, l’Arcipastore ha evidenziato che il Festival dei presepi non è chiamato a essere soltanto un evento culturale volto a custodire le tradizioni nazionali, ma soprattutto un atto di evangelizzazione:
«Non vogliamo che questo sia solo un’espressione della nostra cultura e delle nostre tradizioni — ha affermato il vescovo — ma desideriamo che, attraverso i presepi, possiamo annunciare ancora una volta a noi stessi e agli altri la Buona Novella della nascita del Salvatore del mondo».
Nell’omelia il vescovo ha fatto riferimento anche al brano evangelico sulla predicazione di Giovanni Battista, ricordando il ruolo particolare dei profeti nella vita religiosa del popolo d’Israele. Secondo le sue parole, i profeti erano la voce di Dio per il popolo: annunciavano la Sua volontà e chiamavano la gente alla conversione.
Ha inoltre osservato che, prima dell’apparizione di Giovanni Battista, per quattrocento anni la voce profetica non aveva risuonato tra il popolo. Per questo Israele viveva nell’attesa di un rinnovamento spirituale, aspettando colui che avrebbe nuovamente proclamato le verità eterne di Dio. Questo contesto biblico — ha sottolineato mons. Komar — rimane estremamente attuale anche oggi, poiché ogni generazione è chiamata a riscoprire la verità del Vangelo e a preparare il proprio cuore all’incontro con Cristo.
Quando Giovanni Battista apparve sulle rive del Giordano, persino il suo aspetto richiamava i profeti dell’Antico Testamento e le persone accorrevano a lui: riconoscevano i propri peccati, manifestavano il desiderio di conversione, cercavano consiglio spirituale e chiedevano il battesimo. Questo esempio — ha concluso il vescovo — testimonia la profonda sete dell’uomo di Dio e la disponibilità del cuore a cambiarsi quando ascolta la vera voce divina.
Al termine della Liturgia, il sacerdote della comunità di Ferrara, don Vasyl Verbitskyi, ha rivolto un saluto ai presenti, ringraziando l’Amministratore Apostolico per la preghiera comune e per la benedizione episcopale con cui è stato inaugurato il programma del Festival dei presepi dell’Italia settentrionale. Nel suo intervento ha inoltre espresso gratitudine a tutti i benefattori e collaboratori che hanno contribuito all’organizzazione dell’evento, augurando loro l’abbondante benedizione di Dio e un anno colmo di grazie.
Nel pomeriggio, le vie di Ferrara sono state attraversate da una processione natalizia di presepi e gruppi di cantori, diretta verso la Sala Estense, durante la quale sono risuonate kolyadky ucraine e canti natalizi. La processione è stata una testimonianza viva della tradizione ucraina nello spazio pubblico della città.
Particolare attenzione ha suscitato l’esibizione del «Teatro sui trampoli» ucraino di Drohobych presso l’albero di Natale centrale di Ferrara, che ha conferito alla festa una dimensione artistica e solenne.
La giornata si è conclusa con il Festival dei presepi viventi presso la Sala Estense, dove diversi gruppi ucraini hanno presentato le loro rappresentazioni sceniche. Ospite d’onore dell’evento è stato l’Arcivescovo dell’Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio e presidente della Fondazione Migrantes, mons. Gian Carlo Perego.
All’evento hanno partecipato comunità parrocchiali, iniziative educative e giovanili, gruppi artistici e associazioni provenienti da diverse città d’Italia, tra cui: il centro parrocchiale «Svitlo vid Svitla» (Ferrara); le parrocchie e comunità ucraine — della Santissima Trinità (Caserta), della Protezione della Santissima Madre di Dio (Rovigo), di San Michele Arcangelo (Firenze e Bologna); dei Santi Cirillo e Metodio (Rimini, Cattolica, Pesaro e Riccione); le comunità ucraine di Mantova e Modena; la Scuola ucraina «Taras Shevchenko» presso la comunità di San Giorgio (Reggio Emilia); il movimento «Madri in preghiera» dell’Italia settentrionale; i catechisti del Distretto pastorale di Firenze-Bologna; il movimento ucraino Plast in Italia; il trio vocale BelCanto; il coro Oranta della comunità ucraina di Ferrara; il teatro giovanile sui trampoli «Gloria» e l’associazione Ethika ETS, co-organizzatrice dell’evento, responsabile della regia e dell’illuminazione dell’intera manifestazione.
Il proseguimento di questa iniziativa sarà il Festival dei presepi dell’Italia meridionale, che si terrà domenica 11 gennaio a Caserta, giunto ormai alla sua 11ª edizione.
Ufficio Comunicazioni dell’Esarcato Apostolico





























