Il servizio della misericordia alla vigilia del Natale: distribuzione degli aiuti umanitari da parte della Caritas dell’Esarcato Apostolico a Roma

13 dicembre 2025

Il 10 dicembre, a Roma, con il sostegno della Caritas dell’Esarcato Apostolico, si è svolta l’ultima distribuzione di quest’anno, di aiuti umanitari a favore delle persone bisognose provenienti dall’Ucraina.

Il servizio della misericordia alla vigilia del Natale: distribuzione degli aiuti umanitari da parte della Caritas dell’Esarcato Apostolico a Roma

In questa giornata si sono recate al Centro di ascolto della Cattedrale dell’Esarcato Apostolico circa duecento persone, che vivono diverse difficoltà legate alle condizioni di permanenza, a situazioni familiari complesse e alle conseguenze della guerra in Ucraina. Tra i beneficiari vi erano anziani, persone con disabilità, malati, madri sole, vedove, orfani, nonché militari ucraini che hanno partecipato direttamente alla difesa della Patria e che attualmente si trovano in cura.

Una Chiesa viva che serve con amore concreto

Questa giornata è stata una testimonianza concreta di una Chiesa viva e operante, che non solo annuncia il Vangelo, ma lo vive attraverso il servizio concreto al prossimo. Al servizio hanno preso parte:

Rev. Don Volodymyr Medvid, Direttore della Caritas dell’Esarcato Apostolico;

Rev. Don Yurii Ivaniuta, Economo dell’Esarcato Apostolico;

Rev. Don Kyryl Mironov, collaboratore del Tribunale dell’Esarcato Apostolico;

mons. Francesco Pesce, parroco della chiesa di Santa Maria in Monti;

Rev. Don Lubomyr Kostiuk, parroco della Cattedrale della Madre di Dio di Zhyrovyci e dei Santi Martiri Sergio e Bacco;

Rev. Don Mykhailo Karpinets, vice-parroco,

il diacono Sviatoslav Pastushchak;

insieme ai numerosi volontari che hanno sostenuto i bisognosi.

Dopo la preghiera, don Volodymyr si è rivolto ai presenti con una parola di riflessione, sottolineando che nel tempo che precede il Natale, la Chiesa è chiamata a stare accanto a coloro che vivono il dolore, la solitudine e la perdita.

«Il nostro compito è essere portatori di una misericordia autentica: non formale, ma viva, capace di donare speranza e forza. Affinché ciascuno possa sentire di non essere solo», ha sottolineato il sacerdote.

Don Volodymyr ha inoltre espresso un sentito ringraziamento a don Francesco Pesce per i quattro anni di accoglienza e apertura, grazie ai quali gli spazi della chiesa di Santa Maria in Monti sono diventati una vera casa per la comunità ucraina.

Nel suo intervento, mons. Francesco Pesce ha posto l’accento sul simbolo della casa e delle chiavi come segno di fiducia e accoglienza.

«Quando a qualcuno vengono consegnate le chiavi di una casa, significa che quella casa diventa anche sua. Oggi queste chiavi sono nelle vostre mani. Forse questi locali non sono perfetti, ma sono la vostra casa», ha detto il sacerdote.

Egli ha inoltre confidato che il servizio accanto alla comunità ucraina è diventato una parte importante del suo personale cammino spirituale:

«Nella Sacra Scrittura è scritto che c’è più gioia nel dare che nel ricevere. Ma io ho ricevuto moltissimo da voi: attraverso la vostra presenza, la vostra testimonianza e persino attraverso il vostro dolore».

È intervenuto infine anche don Yuriy, che ha richiamato l’attenzione sullo stato interiore degli ucraini nel tempo della guerra:

«In Ucraina sembra che il tempo non esista più: si vive tra l’allarme e la speranza, tra la casa e la strada. Tutto questo lo portiamo nel cuore. Proprio per questo è così importante l’unità, nella quale cerchiamo sostegno, aiuto e guarigione — sia del corpo che dell’anima».

Ufficio per le Comunicazioni dell’Esarcato Apostolico

Materiali correlati