Il Vescovo Hryhoriy in visita per la prima volta alle comunità ucraine della Rettoria San Giuda Taddeo

9 dicembre 2025

Nei giorni 6–7 dicembre 2025, S. E. Mons. Hryhoriy Komar, Amministratore Apostolico per i fedeli cattolici ucraini di rito bizantino in Italia, ha compiuto la sua prima visita pastorale alle comunità delle città di Imola, Faenza, Cesena, Meldola e Forlì. Durante il suo viaggio pastorale, il Vescovo ha incontrato i fedeli che appartengono alla Rettoria dell’Esarcato Apostolico dedicata a San Giuda Taddeo, affidata alla cura pastorale di don Vasyl Romanyuk.

Il Vescovo Hryhoriy in visita per la prima volta alle comunità ucraine della Rettoria San Giuda Taddeo

A Faenza, il 6 dicembre, il vescovo è stato accolto solennemente dai parrocchiani e dal loro sacerdote. Mons. Hryhoriy ha presieduto la Divina Liturgia in concelebrazione con don Vasyl Romanyuk e i sacerdoti del seminario locale — don Mattia Gallegati e don Luca Ghirotti. Il canto liturgico è stato eseguito dai seminaristi del Pontificio Collegio Ucraino di San Giosafat insieme ai seminaristi del Seminario Interdiocesano Pio XII di Faenza, dove studia anche il seminarista ucraino Volodymyr Hladiy.

Durante le omelie, Mons. Hryhoriy ha richiamato l’attenzione sull’importanza delle parabole di Gesù Cristo: «Molto spesso utilizziamo parabole, storie di vita ed esempi affinché chi ci ascolta possa comprendere meglio ciò che desideriamo comunicare e insegnare. Questi racconti rimangono più facilmente nella memoria e possiamo a nostra volta trasmetterli ad altri».

In particolare, il Vescovo ha riflettuto sulla parabola del ricco stolto: «A prima vista potrebbe sembrare che questa parabola non riguardi la nostra esperienza, poiché nessuno di noi possiede ricchezze tali da doverle riporre nei granai o nelle banche. Eppure, essa parla profondamente ad ognuno di noi. Il Signore non pone l’attenzione sul nome del ricco, ma sul suo atteggiamento: egoismo, autocompiacimento, il desiderio di vivere solo per sé stesso. Il problema non è la ricchezza in sé, ma l’incapacità di usarla nel modo giusto. Le ricchezze sono un dono di Dio, e il frutto del nostro lavoro dipende non solo dai nostri sforzi, ma anche dalla Sua grazia».

Владика пояснив, що справжнє багатство полягає не в матеріальних речах, а в любові, відносинах і здатності ділитися: «Радість приходить тоді, коли ми віддаємо, а не лише отримуємо. Вміння слухати Бога у молитві, читати Святе Письмо, дбати про інших — це те, що робить наше життя справді багатим і щасливим».

Особлива увага під час проповідницького слова була приділена постаті святого Миколая, як приклад щирої доброти та милосердя: «Вже зі свідчень про святого Миколая ми знаємо, що він був єпископом у місті Мира (сучасна Туреччина). Молодий, але ревний і відповідальний пастир, він проповідував віру Христову навіть у часи переслідувань. Його життя — приклад того, як віру можна втілювати у щоденних вчинках. Святого Миколая шанували не за багатство чи славу, а за щирість і непоказність його доброти».

Il Vescovo ha sottolineato che la vera ricchezza non consiste nei beni materiali, ma nell’amore, nelle relazioni e nella capacità di condividere: «La gioia nasce quando doniamo, non quando accumuliamo. Saper ascoltare Dio nella preghiera, leggere la Parola, prendersi cura degli altri — questo è ciò che rende la nostra vita davvero ricca e felice».

Un’attenzione particolare è stata dedicata alla figura di San Nicola, come esempio di bontà sincera e misericordia: «Sappiamo dalle antiche testimonianze che San Nicola fu vescovo della città di Mira (nell’attuale Turchia). Giovane ma fervente e responsabile pastore, predicò la fede in Cristo anche in tempi di persecuzione. La sua vita è un esempio concreto di come la fede può incarnarsi nei gesti quotidiani. San Nicola non fu venerato per ricchezza o fama, ma per la sincerità e la discrezione della sua bontà».

Il predicatore ha aggiunto: «Le sue opere buone erano umili, non fatte per mettersi in mostra, ma sgorgavano dal cuore. È proprio da questa bontà silenziosa che nasce la vera gioia. Prendersi cura degli altri, aiutare senza clamore, senza telecamere né giornali — questo è l’insegnamento che celebriamo oggi insieme a San Nicola. L’amore non si misura in beni materiali, e la vera felicità nasce quando condividiamo ciò che abbiamo, anche se si tratta di piccoli doni».

Il Vescovo ha infine invitato i fedeli a lasciarsi ispirare da San Nicola e a vivere secondo il Vangelo: «Quando siamo aperti alla sapienza di Dio, ascoltiamo la Sua Parola e ci prendiamo cura del prossimo, la nostra vita trova un ordine giusto e buono. La fede si rende viva attraverso le opere, la misericordia e la capacità di condividere. È in questo che consiste la vera felicità».

fr. Volodymyr Hladii

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