«Il vostro dolore è il nostro dolore, le vostre lacrime sono le nostre lacrime» — cardinale Matteo Zuppi durante la preghiera per la pace in Ucraina
24 febbraio 2026
Una veglia di preghiera, il moleben alla Madre di Dio: il 23 febbraio la parrocchia ucraina di San Michele dell’Esarcato Apostolico a Bologna si è riunita per vivere nella fede il quarto anniversario dall’inizio dell’invasione russa in Ucraina, che è diventata uno degli eventi bellici più lunghi della storia dell’Europa moderna.

A presiedere la celebrazione, accolto dal parroco don Mykhailo Boiko, il Cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e Presidente CEI. Erano presenti numerosi bolognesi, sacerdoti, religiose e laici che hanno voluto testimoniare vicinanza e amicizia alla comunità.
«Quattro anni: tanti. Credo che all’inizio, per tutti, sembrasse ed era qualcosa di incredibile, quasi impossibile. E poi ciò che è iniziato sembra non trovare fine. Ricordiamo i nostri cari: quelli che portiamo nel cuore e quelli di cui non sappiamo che cosa sia successo; quelli che sappiamo essere prigionieri; quelli che, come i bambini, cercano speranza e futuro. Ricordiamo coloro che hanno perso la casa, il lavoro; quelli che hanno visto la morte abbattersi accanto a sé. Li ricordiamo e li portiamo nel cuore, perché non vogliamo e non possiamo abituarci alla violenza e alla guerra».
Il moleben, la supplica alla Madre di Dio è stata celebrato dal Cardinale con don Mykhaylo, don Stefano Ottani, i sacerdoti greco-cattolici romeni davanti all’icona della Madonna di Zarvanytsia, molto venerata in Ucraina.
Don Mykhaylo ha voluto esprimere la gratitudine della comunità ucraina al Cardinale, alla Migrantes diocesana e ai tanti bolognesi presenti, ricordando come nei primi tempi della guerra, la Chiesa di San Michele era diventata un centro nevralgico di raccolta di beni di prima necessità che sono andati a soccorrere le popolazioni bisognose, un aiuto che continua in modi diversi.
Nelle parole del Cardinale anche la gratitudine per la presenza di questa comunità in città: «Le vostre lacrime, — ha detto, — sono le nostre lacrime. Con voi abbiamo capito la tragedia della guerra e con voi continuiamo a chiedere con insistenza il dono della pace, una pace giusta e piena di amore».
Fonte: 12 Porte










