«La Madonna del Donbas»: un iconografo italiano ha scritto un’icona della Madre di Dio per la Cattedrale di Donetsk
16 dicembre 2025
Nella Domenica del 14 dicembre, Sua Eccellenza Mons. Maksym Ryabukha, Esarca dell’Esarcato di Donetsk della Chiesa Greco-Cattolica Ucraina, ha visitato due comunità del Distretto pastorale di Milano dell’Esarcato Apostolico: la comunità di San Martino di Tours a Varese e la comunità di San Basilio Magno a Gallarate.

In entrambe le comunità il Vescovo ha celebrato la Divina Liturgia, concelebrata da Rev. Don Markiyan Bunyak, segretario di Mons. Maksym e sacerdote dell’Esarcato di Donetsk, insieme al cappellano locale Rev. Don Volodymyr Misterman. Durante le celebrazioni, il vescovo ha pronunciato l’omelia in lingua ucraina e italiana. I fedeli hanno potuto ascoltare una testimonianza autentica di fede in Dio, poiché Mons. Maksym svolge il suo ministero episcopale in condizioni estremamente difficili, nelle regioni dell’Ucraina più colpite dall’aggressione russa, dove quotidianamente fedeli e clero vivono sotto continui attacchi e bombardamenti.
Parlando della dura realtà della guerra in Ucraina, il Vescovo ha ricordato ai presenti che il Signore non abbandona mai il Suo popolo. Proprio per questo, nel Donbas e nelle regioni maggiormente ferite dalla guerra, si avverte in modo particolare la presenza di Dio — di Colui che rimane accanto al Suo popolo sofferente nel dolore e nella prova, e che sta nelle trincee insieme ai nostri coraggiosi difensori.
«Si percepisce con grande chiarezza dove la Russia ha cercato e continua a cercare di dominare, perché ovunque l’occupante porta distruzione materiale e lascia dietro di sé una devastazione spirituale ancora più profonda. Proprio per questo la presenza della nostra Chiesa in queste terre e il servizio sacrificato dei nostri pastori diventano un segno di speranza: donando alle persone la consapevolezza della presenza reale del Dio vivente in mezzo a loro, nel cuore stesso del dolore e della sofferenza, i fedeli iniziano a conoscere il vero Dio, amorevole e misericordioso, la cui immagine la Russia tenta in ogni modo di deformare», ha sottolineato il Vescovo.
Particolarmente toccante è stata la visita del mons. Ryabukha alla comunità ucraina di Gallarate, fondata appena un mese prima dell’invasione su larga scala. Il Vescovo è giunto in questa comunità con una missione speciale: benedire e ricevere in dono un’icona della Santissima Madre di Dio Odigitria, realizzata dall’iconografo milanese Daniele Lalli appositamente per la Cattedrale di Donetsk, consapevole che questa città martoriata si trova sotto occupazione già dal 2014.
Un momento profondamente commovente è stata la testimonianza dell’iconografo durante la consegna di questo prezioso dono all’Esarca di Donetsk. Egli ha raccontato che, mentre dipingeva l’icona, pregava per l’Ucraina e sentiva nel profondo del cuore che la vera casa di questa icona dovesse essere proprio la Cattedrale della Chiesa Greco-Cattolica Ucraina a Donetsk.
«Sogno e chiedo alla Santissima Madre di Dio la grazia di poterla visitare quando, dopo la fine della guerra, ella sarà finalmente tornata a casa, a Donetsk», ha affermato l’iconografo al termine del suo intervento.
Un segno eloquente di speranza è stata anche la presenza alla Divina Liturgia a Gallarate, di Adriano Dell’Asta, vicepresidente della fondazione culturale italiana «Russia Cristiana», che con la sua partecipazione personale ha voluto testimoniare la propria solidarietà e vicinanza al popolo ucraino.
«La vostra Chiesa Greco-Cattolica Ucraina è una Chiesa che testimonia continuamente una fede forte. È una fede che vince, perché vince con l’amore e la fedeltà a Gesù Cristo. A noi non resta che ringraziarvi per questa testimonianza e assicurarvi che non sarete mai soli», ha dichiarato il vicepresidente della fondazione.
Condividendo riflessioni sul destino dell’Ucraina e del mondo, gli ospiti italiani e i sacerdoti ucraini hanno concordato unanimemente che una pace giusta e duratura sarà possibile solo attraverso la conversione di chi ha portato morte e distruzione in Ucraina, e solo quando la Russia tornerà a un autentico cristianesimo.
p. Volodymyr Misterman









