Mons. Hryhoriy ha compiuto una visita pastorale a Lucca

29 aprile 2026

Il 29 aprile 2026, Mons. Hryhoriy Komar, Amministratore Apostolico per i fedeli ucraini cattolici di rito bizantino residenti in Italia, ha compiuto una visita pastorale alla comunità ucraina di Lucca.

Mons. Hryhoriy ha compiuto una visita pastorale a Lucca

Lunedì 27 aprile, durante l’incontro con l’Arcivescovo di Lucca Mons. Paolo Giulietti, Mons. Hryhoriy ha espresso la gratitudine per il sostegno offerto al popolo ucraino, alle comunità ucraine, al sacerdote e alla sua famiglia, in modo particolare negli anni in cui le strutture dell’Esarcato non erano ancora state costituite. Nel dialogo con il confratello nell’episcopato, Mons. Hryhoriy si è soffermato anche sulle prospettive e sulle possibilità di sviluppo delle comunità ecclesiali ucraine nelle città di Lucca e Viareggio.

All’incontro hanno preso parte anche don Claudio Francesconi, economo della Conferenza Episcopale Italiana e appartenente al clero dell’Arcidiocesi di Lucca, e il sacerdote locale, Rev. Don Volodymyr Liupak. Quest’ultimo svolge il proprio servizio pastorale in Italia dal 2009 e attualmente opera nel distretto pastorale di Firenze-Bologna, servendo le comunità di Lucca, Viareggio e Pisa, oltre a prendersi cura della comunità di La Spezia, in Liguria.

In tale occasione, il Vescovo ha presieduto la Divina Liturgia nella Cattedrale di San Martino. La preghiera è stata una particolare occasione di ringraziamento in occasione del 25 ° anniversario del Matrimonio di don Volodymyr e Mariia Liupak, celebrato il 28 aprile.

Nell’omelia, Mons. Hryhoriy si è rivolto agli sposi e ai fedeli dicendo: «Oggi ringraziamo Dio per una coppia che cammina insieme da venticinque anni. Non è semplicemente un numero: è una strada che due persone hanno scelto di percorrere insieme. Su questa strada non mancano le difficoltà, ma quando si è in due ci si può sostenere a vicenda».

Il Vescovo ha poi aggiunto: «C’è una canzone ucraina in cui si dice: ”Non desidero grandi successi né tesori nella vita; desidero che a casa ci sia qualcuno ad aspettarmi”. Ed è proprio questo il cuore del matrimonio: sapere che a casa qualcuno ti aspetta, poter condividere le proprie gioie e i propri dolori, avere accanto una persona che ama, comprende e accoglie. Il matrimonio è una strada che il Signore ha benedetto un giorno e che due persone percorrono insieme fino alla fine».

Rivolgendosi ai festeggiati, Mons. Hryhoriy ha detto: «Venticinque anni sono un tempo nel quale è racchiusa molta vita. Il Signore vi ha benedetti generosamente in questo cammino familiare, donandovi i figli di cui gioite. E anche se forse non possedete grandi ricchezze terrene o tesori da depositare su conti bancari, avete molto di più: il dono dei figli». Il Vescovo ha sottolineato anche la dedizione e la responsabilità degli sposi: «Se altri hanno messo da parte risparmi sui conti, voi avete investito tutto ciò che avevate nei vostri figli, nel loro futuro e anche nel futuro del nostro popolo e della nostra Chiesa».

Il predicatore ha quindi augurato agli sposi ancora molti anni di vita insieme: «Oggi preghiamo perché possiate camminare ancora a lungo insieme, fino a celebrare il vostro giubileo d’oro e quello di diamante. E perché un giorno possiamo pregare non solo per la vostra benedizione nei figli, ma anche nei nipoti. Ve lo auguriamo di cuore».

Con particolare calore, il Vescovo ha parlato dell’amore reciproco degli sposi: «Vi auguriamo di continuare ad amarvi così sinceramente. Anche i più scettici restano colpiti da un amore così. Quando ho ascoltato le parole del Vangelo in cui Cristo dice allo sposo: ”Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora”, ho pensato che queste parole parlino proprio di voi. Avete saputo custodire quell’amore giovane, che in venticinque anni non si è consumato, ma anzi è diventato più profondo».

Al termine della Divina Liturgia, il protopresbitero don Mykhailo Boiko, insieme a tutti i concelebranti, ha rivolto gli auguri al Vescovo in occasione del 25 ° anniversario della sua ordinazione presbiterale, ricorso il 23 aprile.

Ufficio per le Comunicazioni dell’Esarcato Apostolico

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