Mons. Hryhoriy ha guidato il pellegrinaggio del Distretto pastorale di Firenze-Bologna
2 maggio 2026
Venerdì 1 ° maggio, il clero e i fedeli del distretto pastorale di Firenze-Bologna hanno compiuto un pellegrinaggio a Firenze. La Divina Liturgia è stata presieduta nella cattedrale di Santa Maria del Fiore dall’Amministratore Apostolico dell’Esarcato Apostolico per i fedeli cattolici ucraini di rito bizantino in Italia, S. E. Mons. Hryhoriy Komar.

Prima dell’inizio della celebrazione, i giovani della parrocchia di San Michele a Firenze hanno accolto il Vescovo e, secondo l’antica tradizione ucraina, hanno offerto il korovai (pane rituale). Con un saluto ai presenti è intervenuto il rettore della cattedrale, mons. Giancarlo Corti, che ha anche letto un messaggio di benvenuto dell’arcivescovo di Firenze, Gherardo Gambelli. Successivamente, il protopresbitero del Distretto pastorale di Firenze-Bologna, Rev. P. Mykhailo Boiko, ha chiesto la benedizione per tutti i presenti, dopo la quale ha avuto inizio la Divina Liturgia.
Nell’omelia, il vescovo Hryhoriy ha richiamato la profondità delle letture evangeliche del tempo pasquale, che narrano gli incontri dei discepoli con il Cristo Risorto. «La Chiesa in questo periodo ci propone le letture sugli incontri con il Signore Risorto. Abbiamo già ascoltato come lo hanno incontrato le donne mirofore, Maria Maddalena, gli apostoli, in particolare Tommaso, e anche i discepoli di Emmaus», ha affermato il vescovo.
Allo stesso tempo, ha osservato come molti si chiedano perché nei Vangeli non sia raccontato l’incontro tra Gesù e sua Madre. «Questo silenzio degli evangelisti non è casuale: sottolinea la fede di Maria. Gesù appariva a coloro che dubitavano, che cercavano, che esitavano. Maria invece non dubitava. Custodiva la Sua parola nel cuore e ricordava la promessa: al terzo giorno sarebbe risorto», ha spiegato il predicatore.
«Forse proprio per questo non si è affrettata al sepolcro: perché credeva che Egli non fosse lì. Nel suo cuore viveva già la speranza della Risurrezione», ha aggiunto il vescovo. Egli ha inoltre sottolineato la gioia pasquale della Madre di Dio: «Per Maria l’alba di Pasqua è stata come una seconda Annunciazione: suo Figlio è risorto. Ha vinto la morte e il male».»E anche oggi desideriamo entrare in questa gioia — la gioia della Madre, la gioia della fede. Maria ci insegna ad attendere nel silenzio, a confidare nelle promesse di Dio e a non chiudere le porte del nostro cuore», ha affermato il vescovo Hryhoriy.
Ha poi ribadito che, anche nella sofferenza, il cristiano è chiamato a custodire la speranza: «Il male può spaventare, ferire e persino uccidere, ma non ha mai l’ultima parola. Perché Cristo è risorto e ha risuscitato i morti». «Questa è la vittoria non solo Sua, ma di tutti noi», ha concluso il predicatore.
Al termine della Divina Liturgia, il vescovo Hryhoriy ha ringraziato tutti per la presenza e la preghiera comune. A nome del clero e dei fedeli, don Mykhailo Boiko gli ha fatto gli auguri in occasione del 25 ° anniversario dell’ordinazione sacerdotale, esprimendo gratitudine per il suo servizio pastorale.
Al termine del pellegrinaggio, tutti i presenti hanno pregato davanti alle reliquie di San Giovanni Crisostomo custodite nel tempio. Il pellegrinaggio si è concluso con la preghiera comune «Dio grande ed unico» per l’Ucraina.
Ufficio per le Comunicazioni dell’Esarcato Apostolico




















