Mons. Hryhoriy Komar: «Il Venerdì Santo è un giorno tragico, ma allo stesso tempo grande: l’uomo ha rifiutato Dio, ma Dio non ha rifiutato l’uomo»

4 aprile 2026

Il 3 aprile 2026, nel Venerdì Santo, Mons. Hryhoriy Komar, Amministratore Apostolico dell’Esarcato Apostolico per i fedeli ucraini cattolici di rito bizantino in Italia, ha presieduto i Vespri con l’esposizione della Sacra Sindone nella Cattedrale della Madre di Dio di Zhyrovyci e dei santi martiri Sergio e Bacco a Roma.

Mons. Hryhoriy Komar: «Il Venerdì Santo è un giorno tragico, ma allo stesso tempo grande: l’uomo ha rifiutato Dio, ma Dio non ha rifiutato l’uomo»

Nell’omelia, il Vescovo ha invitato a una personale rilettura della fede e della responsabilità di ogni cristiano davanti a Cristo. «Oggi ciascuno di noi si trova davanti a una domanda: che cosa devo fare di Gesù, chiamato Cristo? Spesso le persone cercano di evitare questa domanda, scaricando la responsabilità sugli altri — come a dire: che risponda qualcun altro, io farò solo ciò che mi viene detto. Fu proprio così che un tempo risuonò la risposta: ”Crocifiggilo!”. Ma questa non è soltanto la domanda di Pilato. Essa vive nel cuore di ogni uomo. Non c’è nessuno di noi che, prima o poi, non vi si debba confrontare: chi è Gesù per me? Quale posto occupa nella mia vita?», ha sottolineato Mons. Hryhoriy.

Il Vescovo ha evidenziato che la risposta a questa domanda determina non solo la fede personale dell’uomo, ma anche le sue scelte quotidiane, il suo stile di vita e il suo rapporto con il prossimo.

Nell’omelia, il presule ha inoltre osservato: «Spesso il Signore diventa scomodo per l’uomo. E allora si cerca di liberarsene. Come un tempo a Gerusalemme gridavano: ”Crocifiggilo!”, così anche oggi si tenta di eliminare Gesù dalla propria vita — rimuovendo le croci dai luoghi pubblici, evitando di parlare di fede, cambiando discorso quando si parla di Cristo. E davvero — quanto rapidamente ci si stanca quando qualcuno parla di Gesù…».

Il Vescovo ha sottolineato che la Chiesa, attraverso la Sacra Scrittura e la vita liturgica, rivela all’uomo la verità su Gesù Cristo e lo invita a un’esperienza spirituale più profonda. «Oggi la Chiesa ci aiuta a dare la risposta giusta. Attraverso la Sacra Scrittura ci svela il mistero del Figlio di Dio — chi Egli è e ciò che ha compiuto per noi. Ci invita a non rimanere lontani, come un tempo i discepoli sul Golgota, ma ad avvicinarci a Cristo», ha affermato Mons. Hryhoriy.

Egli ha inoltre richiamato il significato spirituale della venerazione della Sacra Sindone come occasione per avvicinarsi personalmente al Salvatore sofferente. «Oggi davanti a noi sarà esposta la Sacra Sindone — icona del Salvatore sepolto. Potremo non solo guardarla, ma anche avvicinarci, toccare e baciare le Sue piaghe», ha sottolineato il vescovo.

Mons. Hryhoriy ha approfondito il simbolismo delle sofferenze di Cristo, invitando i fedeli ad avvicinarsi spiritualmente ai Suoi piedi, alle Sue mani e al Suo costato trafitto — come segni dell’amore di Dio e fonte dei Sacramenti della Chiesa.»Il Venerdì Santo è uno dei giorni più tragici della storia, ma allo stesso tempo uno dei più grandi. Perché in quel giorno l’uomo ha rifiutato Dio, ma Dio non ha rifiutato l’uomo», ha sottolineato.

Al termine, il Vescovo ha esortato i fedeli a rispondere all’amore di Dio non solo a parole, ma con la vita. «Oggi Cristo si rivolge a ciascuno di noi e dice: ”Tu sei il Mio figlio amato. Per te ho donato la Mia vita, affinché tu sia con Me”. Perciò la nostra risposta non sia fatta di sole parole, ma di vita: amare, perdonare, convertirsi e rimanere accanto a Cristo», ha esortato Mons. Hryhoriy.

Ufficio per le Comunicazioni dell’Esarcato Apostolico

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