Mons. Hryhoriy Komar in visita alla comunità di Monza in occasione della festa patronale
2 febbraio 2026
Domenica 1 febbraio 2026, nella città di Monza, si è svolta la celebrazione della festa patronale e del terzo anniversario dalla fondazione della comunità dedicata ai Santi Tre Gerarchi — i vescovi Basilio il Grande, Gregorio il Teologo e Giovanni Crisostomo.

La Divina Liturgia, nella chiesa di Santa Maria degli Angeli, dove ogni domenica e nelle feste si riuniscono per la preghiera gli ucraini di Monza e dei dintorni, è stata presieduta da S. E. Mons. Hryhoriy Komar, Amministratore Apostolico per i fedeli cattolici ucraini di rito bizantino in Italia. In chiesa, tutti i presenti sono stati salutati dal parroco del Duomo della città di Monza, mons. Marino Mosconi, che ha donato al Vescovo una icona commemorativa della Santissima Madre di Dio, copia di un’antica affrescatura conservata nel Duomo locale di San Giovanni Battista.
Nella sua omelia, il Vescovo ha richiamato l’attenzione dei fedeli alla parabola evangelica del figliol prodigo, che tradizionalmente viene letta nella Chiesa orientale alla vigilia della Quaresima. Secondo le sue parole, proprio attraverso questa immagine biblica la Chiesa introduce i fedeli al tempo della preparazione spirituale, ricordando il vero senso della quaresima: pentimento, conversione e rinnovamento del rapporto con Dio. Il predicatore ha sottolineato che la parabola è anzitutto una testimonianza della misericordia di Dio e dell’amore del Padre, che attende sempre e accoglie chiunque ritorni con cuore sincero alla casa paterna.
«Con questa domenica concludiamo il periodo natalizio del nostro anno liturgico e ne iniziamo un altro — molto intenso e particolare — di preparazione alla Quaresima», ha osservato il Vescovo. Ha invitato i fedeli a non considerare la parabola soltanto come un racconto biblico, ma a riconoscervi il proprio cammino spirituale e la chiamata personale a cambiare vita. «Ascoltando questa parabola, cerchiamo di ritrovarci in essa, per comprendere perché il Signore la racconta e quale insegnamento ciascuno di noi è chiamato a trarre per la propria vita spirituale», ha ribadito.
Secondo Mons. Hryhoriy, la Quaresima è un tempo di ritorno alla casa del Padre, perché il Signore accoglie sempre con amore chi torna a Lui con pentimento e fiducia. L’Amministratore Apostolico ha evidenziato l’azione particolare della Sacra Scrittura nella vita di ogni credente: «La Parola di Dio che ascoltiamo in chiesa e che leggiamo anche a casa non è soltanto un’informazione o un racconto di eventi del passato. No, la Parola di Dio è viva ed efficace: tocca il nostro cuore e ci spinge a guardare la nostra vita, il nostro rapporto con il Signore».
«Sarebbe bene se oggi facessimo un esame di coscienza e ci chiedessimo: come posso descrivere il mio rapporto con Dio? Sono ancora lontano dalla casa del Padre? Sto già tornando? Oppure sono già nella sua casa? E come mi pongo davanti a Lui: come davanti a un Padre o, forse, come un servo davanti al padrone?» — ha sottolineato il Vescovo. Ha ricordato che la parabola ci rivela Dio come un Padre amorevole, che rispetta la libertà dell’uomo e attende il suo ritorno. «Il figlio minore, pur essendo andato in una terra lontana e avendo sperperato tutto, ha capito che solo il padre lo amava gratuitamente. Ritornato in sé, decide di tornare. E qui sta la cosa più consolante: sulla strada del ritorno non siamo soli. Il Padre corre incontro e ci aiuta a compiere il cammino verso casa», ha spiegato.
Il Vescovo ha aggiunto che il ritorno a Dio è simile alla confessione: «Quanti ostacoli, quante paure e dubbi possono sorgere, eppure il Padre accoglie. Non guarda la sporcizia o le perdite, ma vede il figlio. Perché il figlio non ha mai smesso di essere figlio. Concludendo l’omelia, Mons. Hryhoriy ha esortato i fedeli a imitare la pazienza e l’amore del Padre celeste nei rapporti con i propri figli e con il prossimo. ”Che questa parabola ci aiuti a rinnovare in noi il desiderio di tornare alla casa paterna e a vivere di nuovo dell’amore del Padre”, ha detto.
Al termine della Divina Liturgia, i parrocchiani della comunità hanno ringraziato Mons. Hryhoriy per la visita e gli hanno donato un’icona dei Tre Gerarchi: Basilio il Grande, Gregorio il Teologo e Giovanni Crisostomo. A sua volta, il cappellano, Rev. Don Taras Ostafiiv, ha espresso gratitudine al Vescovo per la sua prima visita pastorale a Monza e per l’omelia profonda. Il sacerdote ha inoltre ringraziato tutti i sacerdoti, i numerosi laici e in modo particolare quanti hanno contribuito all’organizzazione della festa patronale della comunità.
Ufficio Comunicazioni dell’Esarcato Apostolico, secondo i materiali del sito della comunità dei Tre Santi Gerarchi a Monza.
Fotografie: Luca Cattaneo






























