«Oggi desidero ringraziare le madri per i loro cuori grandi»: il Cardinale Fabio Baggio nella Basilica di Santa Sofia

12 maggio 2026

Il 10 maggio 2026, nella Basilica di Santa Sofia a Roma, è stata celebrata la Divina Liturgia presieduta dal Cardinale Fabio Baggio, Sottosegretario del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale e Direttore Generale del Centro di Alta Formazione Laudato Si’, insieme a Rev. Don Marco Yaroslav Semehen, rettore della Basilica, e a Rev. Don Ruslan Borovyi, ospite dell’Arcieparchia di Philadelphia.

«Oggi desidero ringraziare le madri per i loro cuori grandi»: il Cardinale Fabio Baggio nella Basilica di Santa Sofia

Il Cardinale Fabio Baggio ha pronunciato l’omelia, nella quale ha richiamato l’attenzione sul dono della fede come il più grande miracolo che l’uomo riceve da Dio. Riflettendo sul racconto evangelico del cieco nato, ha sottolineato che la vera vista spirituale permette alla persona di vedere Dio anche in mezzo alle difficoltà e alle prove.

«La fede è il dono più grande e il miracolo più grande che abbiamo ricevuto. Solo grazie alla fede il nostro sguardo si spinge oltre il materiale e il visibile. Non c’è altro modo per vedere ciò che è al di là di questa vita e di questo mondo se non attraverso la fede».

Il Cardinale ha evidenziato che la fede viene messa particolarmente alla prova nei momenti di sofferenza, di guerra, di migrazione forzata e di rifiuto da parte degli altri. «Diventa più difficile annunciare la fede quando siamo costretti a lasciare le nostre case. Diventa più difficile testimoniare la fede quando tutti sono contro di noi, quando veniamo ignorati, derisi, considerati nulla».

Tracciando un parallelo tra i migranti di oggi e le figure bibliche, il Cardinale ha osservato che il cristiano è chiamato a rimanere fedele anche quando si sente abbandonato. «Anche noi, come Paolo e Sila, ci troviamo in prigione — derisi e abbandonati. Anche noi, come il cieco nato, veniamo talvolta derisi persino da coloro che dovrebbero essere nostri amici. È proprio allora che la nostra fede viene messa alla prova».


Un accento particolare dell’omelia è stato posto sul tema della migrazione e della patria spirituale dell’uomo. Il Cardinale ha ricordato che i cristiani sono pellegrini non solo a causa delle circostanze della vita, ma anche per la stessa vocazione dell’uomo all’eternità. «Siamo migranti non soltanto perché abbiamo lasciato la nostra terra. Siamo tutti pellegrini, perché la nostra vera Patria è il Regno dei Cieli».

Al termine della Divina Liturgia, don Markco ha ringraziato il Cardinale Fabio Baggio per la sua presenza e per il sostegno alla comunità ucraina a Roma, ricordando il suo lungo servizio a favore dei migranti e delle persone che vivono situazioni difficili. In modo particolare, ha richiamato il sostegno che la Chiesa Cattolica in Italia offre da molti anni ai migranti ucraini.

«Il fatto che gli ucraini abbiano potuto ottenere permessi di soggiorno e documenti è stato anzitutto merito della Chiesa Cattolica in Italia, che ha chiesto di riconoscere a queste persone il diritto all’assistenza sanitaria e alla dignità del lavoro».

Al termine, ha ringraziato il Santo Padre per il sostegno concreto all’Ucraina e alle famiglie ucraine. «La Sua visita non è una semplice formalità, ma un grande segno del sostegno del Santo Padre. L’amore del Santo Padre si manifesta in gesti molto concreti. Da qui partono non solo vestiti o medicinali, ma migliaia e migliaia di euro per salvare e sostenere vite umane».

È stata inoltre benedetta l’icona della Madre di Dio di Pochaiv, preparata dalla comunità ucraina come dono per il Cardinale Fabio Baggio, in segno di gratitudine per il suo servizio e per il sostegno ai migranti e al popolo ucraino.

Parole particolari di ringraziamento sono state rivolte dal Cardinale Fabio Baggio alle donne ucraine che vivono e lavorano in Italia, spesso portando su di sé il peso della guerra, della lontananza e della responsabilità verso le proprie famiglie. «Desidero ringraziare tutte le madri qui presenti per lo straordinario esempio di vita che offrono attraverso il sacrificio e l’amore, che ogni giorno si manifestano in gesti di bene, nella dolcezza e nella cura. Vi assicuro, a nome del Santo Padre, che egli ricorda costantemente nelle sue preghiere ciascuno e ciascuna di voi».

La Liturgia si è conclusa con l’unzione, mentre ogni madre, religiosa e ragazza ha ricevuto una rosa bianca come segno di gratitudine e come memoria del fatto che proprio l’amore materno diventa spesso per la persona la prima immagine della presenza di Dio e della speranza.

A cura dell’Ufficio stampa della Società Religiosa «Santa Sofia»

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