Pellegrinaggio dei fedeli dell’Esarcato Apostolico alle reliquie di San Nicola a Bari

2 dicembre 2025

Il 30 novembre 2025 i fedeli dell’Esarcato Apostolico in Italia si sono riuniti per il tradizionale pellegrinaggio alla Basilica di San Nicola a Bari. Presso il luogo che custodisce le reliquie del Santo sono arrivati circa mille pellegrini ucraini insieme al clero, per innalzare una preghiera comune per la pace in Ucraina e per la forza del suo popolo.

Pellegrinaggio dei fedeli dell’Esarcato Apostolico alle reliquie di San Nicola a Bari

Il pellegrinaggio è stato guidato da Sua Eccellenza Mons. Hryhoriy Komar, Amministratore Apostolico dell’Esarcato, che ha presieduto la Divina Liturgia. Nella cripta, i fedeli hanno poi pregato l’Akathistos a San Nicola, hanno ricevuto l’unzione con l’olio benedetto e hanno avuto la possibilità di venerare le sue sante reliquie — momento particolarmente significativo del cammino spirituale dei pellegrini.

Dopo la celebrazione, Mons. Komar ha incontrato i rappresentanti dell’associazione ucraina di Bari, discutendo lo sviluppo della comunità locale e nuove iniziative di sostegno ai fedeli. Alla vigilia dell’evento aveva inoltre avuto un incontro fraterno con l’Arcivescovo di Bari-Bitonto, Mons. Giuseppe Satriani.



La misericordia nasce dalla capacità di fermarsi davanti al dolore dell’altro

Durante l’omelia, il Vescovo ha meditato sui profondi insegnamenti della parabola del Buon Samaritano, che — come ha sottolineato — non è solo un racconto edificante, ma un appello concreto ad aprire gli occhi e il cuore verso chi giace «ai bordi della strada» della nostra vita.

«L’incontro con l’uomo ferito e quasi morto lungo la strada non prometteva nulla per il samaritano — ha osservato il predicatore. — Non portava alcun vantaggio. Al contrario, richiedeva sacrificio, tempo, risorse, compassione. Il sacerdote e il levita hanno ignorato quest’uomo, forse cambiando strada o distogliendo lo sguardo. Possiamo giudicarli per questa freddezza? Ma dobbiamo riconoscere che anche noi tante volte abbiamo fatto lo stesso. Quante volte abbiamo distolto gli occhi davanti al bisogno o al dolore altrui?»

L’amore autentico non è un semplice comandamento, ma una risposta all’amore di Dio

La misericordia del Samaritano non fu un gesto occasionale. È frutto della disponibilità interiore ad amare non per interesse, ma perché Dio per primo ci ha amati. L’amore cristiano — ha spiegato il Vescovo — non è una norma morale, ma una risposta viva all’esperienza dell’amore del Padre.

«Per noi cristiani l’amore non è un semplice comandamento. Il nostro amore è una risposta: una risposta a Colui che per primo ci ha amati. È risposta all’amore di Dio, che ci ha dato la vita, l’aria che respiriamo, e che è morto per liberarci dalla schiavitù del male e donarci la vita eterna. Quando facciamo qualcosa per il nostro prossimo, per chi è nel bisogno, lo facciamo a Dio stesso. È amore senza calcoli, senza contabilità.»

Cristo è il Buon Samaritano che guarisce le ferite del nostro popolo

Mons. Komar ha invitato i fedeli a leggere questa parabola come un segno di speranza per il popolo ucraino, ferito dalla guerra. L’Ucraina, ha ricordato, spesso assomiglia a quell’uomo colpito e abbandonato sulla strada, mentre molti passano oltre fingendo di non vedere. Ma Cristo non passa oltre.

«Chiediamo che oggi alla nostra Ucraina venga incontro questo Buon Samaritano — ha detto il Vescovo. — Perché solo in Gesù, solo in Dio è la nostra salvezza. Solo Lui può rialzarci, guarire le ferite e donarci un futuro. ”Vai e anche tu fai lo stesso”: queste parole sono rivolte a ciascuno di noi. Il Signore ci chiede di aiutare, secondo le nostre forze, chi è più fragile di noi; di condividere ciò che abbiamo con chi non ha nulla; di mettere da parte i calcoli e rispondere all’amore di Dio con amore. Questo ci renderà più forti e davvero figli di Dio.»

Ufficio per le Comunicazioni dell’Esarcato Apostolico

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