«Se nella nostra barca c’è Gesù, siamo sulla strada giusta»: visita pastorale del vescovo Hryhoriy Komar a Crotone

14 ottobre 2025

Dal 9 al 12 ottobre 2025, Sua Eccellenza Mons. Hryhoriy Komar, Amministratore Apostolico per i fedeli cattolici ucraini di rito bizantino in Italia, ha compiuto una visita pastorale nella città di Crotone, prendendo parte a diversi momenti di preghiera e incontro con le comunità ucraina e italiana.

«Se nella nostra barca c’è Gesù, siamo sulla strada giusta»: visita pastorale del vescovo Hryhoriy Komar a Crotone

Partecipazione alle celebrazioni del patrono di Crotone

Su invito dell’Arcivescovo di Crotone-Santa Severina, Mons. Alberto Torriani, il 9 ottobre Mons. Hryhoriy, insieme al Rev. Don Vasyl Kulyniak, cappellano per gli ucraini dell’arcidiocesi, ha partecipato alla festa del santo patrono della città, San Dionigi martire, concelebrando la Santa Messa con l’Arcivescovo e il clero locale.

Il 10 ottobre, su invito dello stesso Arcivescovo, del parroco e dei fedeli della parrocchia di San Domenico a Crotone, il vescovo ucraino ha preso parte al 50º anniversario di fondazione della parrocchia, concelebrando la Liturgia con il presbiterio diocesano.


Incontro con le comunità ucraine in Calabria

L’11 ottobre Mons. Hryhoriy ha visitato la comunità ucraina di San Nicola a Catanzaro Lido, ed il 12 ottobre la comunità della Natività di Cristo a Crotone. In entrambe le comunità, il vescovo è stato accolto dai fedeli con pane tradizionale.

L’omelia del Vescovo: i messaggi spirituali del Vangelo domenicale

Meditando sul Vangelo di Luca 5, 1–11 della chiamata dei primi apostoli, il Vescovo ha evidenziato alcuni insegnamenti fondamentali per la vita cristiana.

«Quando Gesù giunse sulla riva del lago di Galilea, trovò molte persone che volevano ascoltare la Sua Parola. Anche tanti dei nostri fedeli, dopo una giornata faticosa di lavoro, trovano la forza di venire in chiesa per pregare. È importante saper mettere Dio e la Chiesa al primo posto», ha detto il Vescovo.

Gesù, per poter parlare a tutti, scelse la barca di Simone-Pietro, il primo tra gli apostoli e il primo Vescovo di Roma.

«Non è l’uomo a darsi questa autorità, ma è Cristo stesso a conferirla. Allo stesso modo, anche la nostra Chiesa ucraina ha fatto la sua scelta: siamo nella barca di Pietro, pur sapendo che esistono altre ”barche”, altre Chiese o organizzazioni religiose», ha spiegato il predicatore.

«Sulla Tua parola getterò le reti»: fiducia oltre l’esperienza

Dopo aver insegnato alla folla, Gesù invitò Simone a gettare nuovamente le reti. Pietro, pescatore, avrebbe potuto rifiutare, ma scelse di fidarsi della Parola del Signore.

«Come Pietro, anche noi possiamo agire secondo la nostra esperienza o provare ad accordare i nostri sogni con la volontà di Dio. A volte la Parola di Dio può sembrarci strana, ma se la accogliamo nel cuore, essa porta sempre frutti buoni», ha ricordato Mons. Hryhoriy.

Quando Pietro vede la grande quantità di pesci, esclama: «Signore, allontanati da me, perché sono un peccatore». Gesù però risponde: «D’ora in poi sarai pescatore di uomini». Così, il Signore trasforma la fragilità umana in missione apostolica.


Dio al primo posto

«Molti dicono: ”Sono un peccatore, quindi non ha senso che io vada in chiesa o mi confessi”. Ma il peccato non è un ostacolo per Dio; lo sono piuttosto la pigrizia, l’indifferenza e la mancanza di fede. Non siamo noi a perdonarci, è il Signore che ci perdona», ha sottolineato il Vescovo.

Gli apostoli, dopo la pesca miracolosa, lasciano tutto e seguono Gesù.

«Anche voi — ha detto Mons. Hryhoriy — siete partiti verso l’ignoto, lasciando la vostra terra e venendo in Italia. È una scelta coraggiosa. Ma se nel vostro battello c’è Gesù, siete sulla strada giusta. È la strada che porta alla vita eterna. Meglio seguire Cristo che ideologie o leader umani: le ideologie deludono, ma la Parola di Dio no.»

«Non temere! Da oggi sarai pescatore di uomini»

Gesù affida a Pietro e a tutti coloro che svolgono un ministero apostolico — la missione di «pescare gli uomini».

«Può sembrare un compito difficile — ha detto. — Il sacerdote invita, incoraggia, chiama alla fede: non per un proprio interesse, ma perché è mandato da Cristo. È una missione divina, non umana».

Invito ai fedeli: «Coltivate l’unità e sostenete le vostre comunità»

Alla fine della Liturgia, Mons. Hryhoriy ha esortato: «Accogliete la Parola di Dio, sostenete i vostri sacerdoti, partecipate alla vita della parrocchia, educate i figli nella Chiesa, insegnate loro la lingua e la cultura ucraina e mantenete viva l’unità delle comunità ucraine in Italia».

Il Vescovo ha inoltre ricordato i suoi primi viaggi in Calabria (2001–2003), quando visitava i fedeli ucraini a Isola Capo Rizzuto e Cirò Marina.

La visita del Vescovo in Calabria è stata un segno di comunione tra l’Esarcato Apostolico e l’Arcidiocesi di Crotone-Santa Severina, nonché un gesto di gratitudine per l’aiuto offerto all’Ucraina.

Rev. Don Vasyl Kulyniak

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