Visita pastorale di Mons. Hryhorij alla comunità ucraina di Pescara
17 dicembre 2025
Domenica 14 dicembre 2025, su invito di Rev. Don Ivan Leha, la comunità ucraina dell’Esarcato Apostolico a Pescara ha accolto in visita pastorale l’Amministratore Apostolico, S. E. Mons. Hryhoriy Komar. Il Vescovo ha presieduto la Divina Liturgia, durante la quale ha pregato per la pace in Ucraina e per il popolo ucraino che continua a soffrire a causa della guerra.

Dio ci invita a partecipare alla Sua gioia
Meditando nell’omelia sulla parabola del banchetto, il Vescovo ha sottolineato come essa sia un’immagine della ricerca dell’uomo da parte di Dio e del Suo invito a partecipare alla Sua vita, il cui culmine è il Natale di Cristo, quando il Figlio di Dio si fa Uomo per ricondurci alla casa del Padre:
«Il padrone del banchetto invita le persone non semplicemente a venire e ricevere qualcosa, ma a diventare partecipi della sua gioia. Egli desidera condividere ciò che possiede e avere accanto a sé coloro che considera amici. Così Dio chiama l’uomo: non per dovere, ma per amore, desiderando che siamo con Lui e condividiamo la Sua gioia. Nel corso di tutta la storia della salvezza Dio ha continuamente chiamato il Suo popolo alla comunione con Sé. Tuttavia, molto spesso l’uomo si è mostrato infedele a questa chiamata divina. C’era sempre qualcosa di ”più importante”: i propri affari, i propri progetti, il proprio tornaconto», ha sottolineato l’Amministratore Apostolico.
Le nostre “scuse” rivelano quando Dio non è più al primo posto
Analizzando le motivazioni per cui gli invitati rifiutano di partecipare al banchetto, il Vescovo ha evidenziato come esse rivelino lo stato interiore delle persone e la loro indisponibilità a condividere la gioia di colui che le ha invitate:
«Chiunque abbia preparato almeno una volta una festa nella propria vita sa bene quanto sia un momento emozionante e carico di responsabilità. Desideriamo che tutto sia perfetto, che gli ospiti si sentano accolti, desiderati e importanti. Fa particolarmente male quando a rifiutare sono proprio coloro che consideravamo vicini. È esattamente ciò che accade in questa parabola: gli invitati cominciano a rifiutare per motivi diversi.
Se però osserviamo attentamente queste motivazioni, esse appaiono strane e poco convincenti. Uno dice di aver comprato un campo e di “dover” andare a vederlo: chi ragiona logicamente capisce che quel campo lo aveva già visto prima dell’acquisto e che nulla sarebbe cambiato rimandando la visita. Un altro dice di aver comprato dei buoi e di doverli provare: anche questa non è un’urgenza inderogabile. Un terzo si giustifica dicendo che si è sposato. Tutte queste ragioni non indicano una reale impossibilità, ma piuttosto una mancanza di volontà. È come se dicessero al padrone: la tua cena, la tua presenza, la comunione con te non sono per noi la cosa importante. Abbiamo altro che consideriamo più prezioso», ha affermato il Vescovo.
La Divina Liturgia è il banchetto al quale il Signore invita ciascuno di noi
«La parabola si conclude — ha proseguito Mons. Komar — con il padrone che ordina al servo di andare a chiamare i poveri, gli storpi, i ciechi e gli zoppi. Leggendola comprendiamo che il padrone è Dio stesso e il banchetto è il Regno dei Cieli. Il servo, inviato più volte, è Gesù Cristo, che il Padre manda nel mondo per rinnovare l’invito: venite al banchetto, venite alla casa del Padre. Gesù viene per tutti, anche per coloro che si sentono indegni, deboli o feriti.
Questa missione di Cristo è stata continuata dagli Apostoli e, dopo di loro, dai Vescovi e dai sacerdoti, che continuano a chiamare instancabilmente le persone alla conversione, poiché nella parabola risuona il comando di “insistere”. Non costringere con la forza, ma convincere con l’amore, invitare con perseveranza al banchetto dell'Eucaristia. Perciò, cari fratelli e sorelle, permettiamo al Signore di servirci. Lasciamoci invitare al Suo banchetto. Facciamo la scelta giusta nella nostra vita, affinché non siamo soltanto tra i chiamati, ma anche tra gli eletti — coloro che hanno risposto al Suo invito», ha concluso il Vescovo.
Parole di solidarietà e sostegno dalla Chiesa in Italia
Dopo l’omelia, si è rivolto al Vescovo e a tutta la comunità ucraina, l’Arcivescovo e Metropolita di Pescara–Penne, S.E.R. Mons. Tommaso Valentinetti, assicurando la sua preghiera per l’Ucraina e per una pace giusta, ed esprimendo la sua solidarietà al popolo ucraino in tempo di guerra. Insieme a lui ha espresso parole di sostegno anche don Michele Cocomazzi, Rettore del Santuario di San Donato.
Alla celebrazione hanno preso parte anche ospiti e membri del clero, tra cui Rev. Don Vasyl Hovera, Amministratore Apostolico per i cattolici di rito bizantino in Kazakistan e Asia Centrale, e Mons. Yaroslav Karpyak, parroco della Parrocchia dello Spirito Santo a Pescara.
Fr. Ivan Lega










