A Varese si è tenuta una serata commemorativa per il terzo anniversario dell’invasione su vasta scala dell’Ucraina da parte della Russia

25 febbraio 2025

Il 24 febbraio 2025, nel terzo anniversario dell’invasione su vasta scala dell’Ucraina da parte della Russia, la comunità ucraina di San Martino di Tours a Varese ha organizzato una serata commemorativa sotto il motto: «La scomoda verità sulla guerra in Ucraina, senza la quale non si può costruire una pace giusta e duratura».

A Varese si è tenuta una serata commemorativa per il terzo anniversario dell’invasione su vasta scala dell’Ucraina da parte della Russia

Un momento di preghiera per le vittime della guerra

Gli eventi sono iniziati con una preghiera per gli eroi caduti e per tutte le vittime della guerra contro l’invasione russa. La preghiera di suffragio, presieduta dal sacerdote locale, Re. P. Volodymyr Misterman, è stata celebrata nella chiesa di San Martino di Tours, luogo di preghiera della comunità ucraina di Varese.

A dimostrare vicinanza, solidarietà e sostegno all’Ucraina con la loro presenza personale, vi erano rappresentanti del clero locale, tra cui:

Una serata commemorativa

Dopo la celebrazione in chiesa, sotto il patrocinio dell’Esarcato Apostolico in Italia, dell’Esarcato di Donetsk e del Consolato ucraino a Milano, è stata organizzata una serata commemorativa presso il cinema centrale di Varese.

Gli ucraini di Varese e delle zone limitrofe, insieme ai loro amici italiani, si sono riuniti per la proiezione del documentario «Lirica Ucraina», realizzato dalla giornalista di guerra italiana Francesca Mannocchi.

Il film documenta gli orrori, la morte e la distruzione lasciati dal cosiddetto «russkij mir» nella città di Bucha.

Un testimone diretto della guerra in Ucraina

Prima della proiezione, i presenti hanno avuto un’opportunità di ascoltare la testimonianza di Sua Eccellenza Rev.ma Maksym Ryabukha, Esarca di Donetsk, collegato in diretta con la sala cinematografica.

«In questo giorno, abbiamo voluto sentire in modo speciale la vicinanza con la nostra patria», ha detto P. Volodymyr Misterman, introducendo il vescovo Maksym.

I 30 minuti di introduzione al film sono trascorsi in un’atmosfera carica di emozione, poiché ascoltare un testimone diretto degli eventi offre sempre un’esperienza intensa e autentica.


«Il segreto del miracolo ucraino»

Nel suo intervento, l’Esarca di Donetsk ha rivelato quello che ha definito «il segreto del miracolo ucraino»: «L’amore per la nostra terra, il desiderio di essere liberi e indipendenti è la chiave della nostra resistenza. All’inizio dell’invasione, nessuno credeva in noi. Ci avevano detto che saremmo stati conquistati in tre giorni. Oggi è il 1097 ° giorno della nostra lotta eroica e continuiamo a resistere. Le cose immateriali — come la verità, la libertà, i diritti umani e i valori fondamentali — non possono essere sconfitte nemmeno dalle armi più potenti».

In un formato di «domanda-risposta», il vescovo Maksym ha poi parlato dell’importanza di non aver paura di raccontare la verità sulla guerra in Ucraina, anche se spesso questa verità può risultare scomoda o difficile da accettare.

«La verità ha un potere liberatorio»

L’Esarca di Donetsk ha citato il Messaggio del Sinodo dei Vescovi della Chiesa Greco-Cattolica Ucraina in merito alla guerra e alla pace giusta nel contesto delle nuove ideologie:

«Salvate l’oppresso dalla mano dell’oppressore» (14 febbraio 2024), dove sta scritto: «Il mondo democratico — forse senza rendersene conto — ha imparato, nel tempo, a utilizzare doppi standard nei rapporti con la Russia per motivi di convenienza economica. Questo è in netto contrasto con l’insegnamento cristiano, che dice: ”L’amore sia senza ipocrisia; detestate il male, attaccatevi al bene” (Rm 12,9).

La conclusione è chiara: la verità, per quanto possa essere scomoda o difficile da accettare, ha in sé un potere liberatorio. Senza la verità, nella sua essenza più pura, non può esserci una pace giusta e duratura».

Un momento di silenzio e riflessione

Alla fine della sua testimonianza, Mons. Maksym Ryabukha ha impartito la sua benedizione ai presenti, e tutti insieme hanno cantato «Bozhe Velykyj, Yedynyj» (Dio Grande e Unico).

Le persone, toccate dalla verità sulla guerra in Ucraina, sono uscite dal cinema con una chiara consapevolezza: ognuno, nel proprio piccolo, è chiamato a essere un testimone della verità e un costruttore della pace giusta.

Ufficio per le Comunicazioni dell’Esarcato Apostolico

Materiali correlati