«Dal cuore della madre al cuore di Dio»: alla Pontificia Università Lateranense una conferenza per il 20 ° anniversario delle comunità «Madri in preghiera»
24 ottobre 2026
Il 24 ottobre, presso la Pontificia Università Lateranense di Roma, si è svolta la conferenza dal titolo «Dal cuore della madre al cuore di Dio: vent’anni di storia delle comunità ucraine ”Madri in Preghiera” dell’Esarcato Apostolico in Italia».

L’iniziativa si è tenuta nell’ambito del pellegrinaggio organizzato in occasione del 20 ° anniversario della fondazione delle comunità «Madri in Preghiera» in Italia, alla presenza di Sua Ecc. Rev.ma Hryhoriy Komar, Amministratore Apostolico dell’Esarcato Apostolico in Italia, e di Sua Ecc. Rev.ma Dionisio Lachovicz, Esarca Apostolico emerito.
L’incontro ha offerto l’occasione per ripercorrere i vent’anni di storia delle comunità ucraine «Madri in Preghiera» in Italia, riflettere sul loro servizio spirituale e sul ruolo della preghiera materna nella vita delle famiglie ucraine, soprattutto in tempo di guerra. Durante la conferenza si è parlato della forza della preghiera, del sostegno spirituale alle madri i cui figli difendono l’Ucraina e dell’importanza della comunità ecclesiale per gli ucraini che vivono lontano dalla propria patria. I partecipanti hanno sottolineato come la preghiera aiuti a mantenere la forza interiore, a non perdere la speranza e a trovare il coraggio di affrontare le prove della vita.
All’evento hanno partecipato rappresentanti delle comunità «Madri in Preghiera» provenienti dall’Ucraina e da diversi Paesi esteri, insieme ai loro assistenti spirituali e coordinatori.
Don Vasyl Verbitskyi: la preghiera come fonte di speranza e di forza spirituale
Nel suo saluto iniziale, Rev. Don Vasyl Verbitskyi, Direttore dell’Ufficio Pastorale dell’Esarcato Apostolico, direttore spirituale e coordinatore nazionale del movimento «Madri in Preghiera» nell’Esarcato, ha richiamato l’attenzione sull’importanza del sostegno alle madri ucraine che vivono il dramma della guerra e sul ruolo delle comunità ecclesiali nella vita degli ucraini in Italia.
Parlando delle madri i cui figli difendono l’Ucraina, ha sottolineato che la preghiera non cambia sempre immediatamente le circostanze esterne, ma aiuta a conservare la forza interiore, a non lasciarsi sopraffare dalle difficoltà e a guardare al futuro con speranza.
Don Vasyl si è soffermato anche sui vent’anni di esperienza delle comunità ecclesiali ucraine in Italia, un cammino che, a suo avviso, merita una riflessione più approfondita. Le comunità, infatti, sono nate e cresciute in situazioni diverse: alcune potevano contare sulla presenza stabile di un sacerdote, mentre altre riuscivano a riunirsi per la preghiera comune soltanto in occasione delle sue visite pastorali.
Un elemento fondamentale per la crescita delle comunità è stato il patrimonio di vita ecclesiale che le donne ucraine avevano portato con sé dalla propria patria. Questa esperienza le ha aiutate a custodire la fede, a sostenersi reciprocamente e a mantenere vivo il senso di comunione anche lontano da casa.
Il vescovo Hryhoriy Komar: «Ciò che ci unisce più di tutto è la preghiera»
Durante la conferenza, Sua Ecc. Rev.ma Hryhoriy Komar ha ringraziato le partecipanti giunte da diversi Paesi e comunità per celebrare insieme il giubileo e rendere grazie a Dio nella preghiera. Nel suo intervento, il vescovo ha sottolineato la particolare missione delle comunità «Madri in Preghiera», chiamate a pregare non soltanto per i propri figli, ma anche per tutti coloro che hanno bisogno della protezione e dell’aiuto di Dio. «Vi sono profondamente grato perché avete risposto alla chiamata di Dio, al Suo invito», ha affermato il vescovo Hryhoriy.
Ha inoltre evidenziato come la preghiera materna sia un servizio prezioso, attraverso il quale le madri sostengono gli altri, testimoniano la propria fede e affidano a Dio le loro famiglie e tutte le persone che hanno bisogno della Sua protezione.
Particolare attenzione è stata dedicata all’influenza della preghiera materna sulla vita spirituale dei figli. Secondo il vescovo, l’immagine di una madre che prega può rimanere impressa nella memoria di un bambino per tutta la vita, diventando fonte di sostegno e un esempio concreto di fede cristiana. «Quanto è bello che desideriate lasciare questa immagine nella memoria dei vostri figli, affinché, ricordando la propria mamma, la ricordino con le mani giunte in preghiera», ha osservato il vescovo.
Rivolgendosi alle partecipanti delle comunità «Madri in Preghiera», le ha incoraggiate a essere sincere davanti a Dio, a non avere paura di riconoscere le proprie debolezze e a chiedere al Signore l’aiuto necessario per crescere spiritualmente.
Il vescovo Hryhoriy ha inoltre sottolineato la forza della preghiera comunitaria come fondamento dell’unità degli ucraini che, pur vivendo in situazioni diverse, continuano ad amare il proprio popolo e a desiderare la pace per l’Ucraina. «Parliamo la stessa lingua, amiamo il nostro popolo, desideriamo il bene e la pace per il nostro Paese. Tutto questo ci unisce. Ma forse ciò che ci unisce più di tutto è la preghiera», ha affermato.
Il vescovo Dionisio Lachovicz: «Senza di voi, la nostra vita ecclesiale sarebbe completamente diversa»
Rivolgendosi ai presenti, Sua Ecc. Rev.ma Dionisio Lachovicz ha ringraziato tutti coloro che erano giunti da diversi Paesi per celebrare insieme il ventesimo anniversario delle comunità «Madri in Preghiera» e ha sottolineato il ruolo fondamentale delle donne nella vita della comunità ucraina in Italia.
Il vescovo ha ricordato i primi anni della formazione delle comunità ucraine, quando le donne si ritrovavano per stare insieme, parlare, pregare e sostenersi a vicenda. Proprio questi incontri e il desiderio di mantenere vivi i legami comunitari hanno fatto emergere gradualmente la necessità di un’assistenza pastorale organizzata per gli ucraini che si trovavano lontano dalla propria patria.
Secondo il vescovo, lo spirito d’iniziativa, il sostegno reciproco e l’impegno attivo delle donne hanno costituito una base fondamentale per la nascita e lo sviluppo delle comunità ecclesiali.
L’Esarca emerito ha inoltre richiamato l’attenzione sul ruolo importante, anche se spesso poco visibile, delle donne nella vita della Chiesa. Dietro il ministero dei sacerdoti e dei pastori vi sono donne che, con la loro preghiera, la loro premura e la disponibilità ad aiutare gli altri, contribuiscono alla crescita delle comunità cristiane e sostengono le persone nei momenti difficili. «Senza di voi, la nostra vita ecclesiale sarebbe completamente diversa», ha sottolineato il vescovo. — Il vostro servizio parla più forte delle parole, perché attraverso di esso le persone sentono l’amore e la presenza di Dio».
Ha definito questo servizio un vero e proprio apostolato, poiché attraverso gesti concreti di misericordia, di attenzione e di accompagnamento di chi soffre, le donne testimoniano Cristo non soltanto con le parole, ma con la propria vita.
Ufficio per le Comunicazioni dell’Esarcato Apostolico


























