Nella Basilica di Santa Sofia la Via Crucis per la pace in Ucraina
18 marzo 2026
Domenica 15 marzo, nella Basilica di Santa Sofia a Roma, si è svolta la Via Crucis di preghiera «Sotto il suono della guerra», composta da Rev. P. Mykhailo Ivaniak, per la pace in Ucraina. Durante la celebrazione, i fedeli si sono uniti spiritualmente a quanti vivono la tragedia della guerra. La preghiera è stata accompagnata da segni simbolici della sofferenza del popolo ucraino, nonché da preghiere in diverse lingue, a testimonianza della solidarietà internazionale verso l’Ucraina.

Lo riferisce il Servizio stampa della Società Religiosa «Santa Sofia».
La preghiera è stata presieduta dal rettore della Basilica, Rev. Don Marko-Yaroslav Semegen. All’evento hanno partecipato il vicerettore Rev. Don Dmytro Kudin, Rev. Don Liubomyr Kostiuk, parroco della cattedrale della Madre di Dio di Zhyrovyci e dei santi martiri Sergio e Bacco, Rev. P. Bernard Pidhirnyi, OSBM, rettore del Collegio Pontificio Ucraino di San Giosafat, nonché rappresentanti di istituzioni ecclesiali e civili.
Tra questi: il direttore generale della Fondazione «Migrantes», mons. Pier Paolo Felicolo, il direttore della sede romana della stessa fondazione Rev. Don Piero Grini, il pastore della Chiesa evangelica luterana di Roma, Michael Jonas e Rev. Don Guido Funke, vicario del Pontificio Istituto Santa Maria dell’Anima.
Alla preghiera hanno preso parte anche rappresentanti del corpo diplomatico, tra cui l’Ambasciatore Straordinario e Plenipotenziario dell’Ucraina presso la Santa Sede e il Sovrano Ordine di Malta, Andrii Yurash, insieme alla moglie Diana, e diplomatici di altri Paesi.
Le meditazioni durante le stazioni sono state lette in italiano dalla giornalista di Tv2000 Monica Mondo, mentre in ucraino dai seminaristi Bohdan Fesyk e Volodymyr Kostyk. I rappresentanti del corpo diplomatico di diversi Paesi hanno pregato a turno il «Padre nostro» e l’»Ave Maria» nelle loro lingue madri — macedone, serbo, francese, italiano, spagnolo, inglese, tedesco e altre — come segno di preghiera comune dei popoli per l’Ucraina, per la fine della guerra e per una pace giusta.
Un segno particolarmente toccante durante la celebrazione è stato il crocifisso, davanti al quale erano stati collocati oggetti bruciati dei bambini — memoria dei bambini ucraini uccisi a causa dell’aggressione russa. Sotto la croce sono state deposte anche capsule contenenti terra proveniente da diverse regioni dell’Ucraina — Kherson, Kharkiv, Sumy e il Donbas. È una terra impregnata di sangue, sudore e lacrime degli ucraini, ma allo stesso tempo terra di speranza, chiamata a portare pane e vita alle future generazioni.
Come ha sottolineato il rettore don Marko-Yaroslav Semegen, questa terra «ha visto la guerra, porta l’odore della polvere da sparo», e la sua presenza sotto la croce rappresenta un segno di unità spirituale con l’Ucraina — con coloro che oggi combattono, difendono la propria terra, affrontano le prove della guerra o sono già passati all’eternità.
Al termine della Via Crucis, i partecipanti hanno preso parte a una processione di preghiera attorno alla Basilica e verso la croce situata sul piazzale antistante, eretta in occasione del 50 ° anniversario della sua consacrazione. Qui è stata celebrata una preghiera in suffragio di tutti coloro che hanno dato la vita per la libertà e l’indipendenza dell’Ucraina.
Nel suo intervento conclusivo, don Marko-Yaroslav Semegen ha richiamato il significato cristiano della croce, che, dopo la passione e la risurrezione di Cristo, non è più segno di sconfitta, ma diventa simbolo di salvezza e di speranza.
«Abbiamo il diritto di piangere, di provare dolore e di sentire l’ingiustizia, ma non abbiamo il diritto di odiare», ha sottolineato il sacerdote, invitando a non permettere che la sofferenza si trasformi in odio.
Durante la preghiera sono stati presentati anche due progetti artistici. Il primo — «Preghiera per l’Ucraina» dell’artista Volodymyr Koziuk, proposto dal curatore Yurii Kotyk — raffigura donne ucraine sullo sfondo di città distrutte dalla guerra, richiamando l’immagine cristiana della Madonna con il Bambino. Il secondo progetto è una visualizzazione contemporanea della «Via Crucis dell’Ucraina», in cui ogni stazione è legata a una città o a un evento della guerra. L’idea è di Lesia Romaniv, mentre le illustrazioni sono state realizzate dai bambini della scuola catechistica presso la Basilica di Santa Sofia.
Al termine delle preghiere è stata esposta una reliquia della Santa Croce, davanti alla quale i fedeli hanno potuto raccogliersi in preghiera.
In questo modo, la preghiera comune a Roma è diventata un segno di unità spirituale con il popolo ucraino, che, nelle sue sofferenze, continua a portare la croce della guerra, cercando in Cristo la fonte della speranza e della pace.
Ufficio per le Comunicazioni dell’Esarcato Apostolico










































