Nella parrocchia della Cattedrale si è svolto il rito di insediamento del parroco e del vice parroco

18 marzo 2024

Il 17 marzo, nella quinta domenica di Quaresima, nella parrocchia della Santa Madre di Dio di Zhyrovyci e dei Santi Martiri Sergio e Bacco a Roma, si è svolto il rito di insediamento del nuovo parroco, padre Lyubomyr Kostiuk, e del vice parroco, padre Sviatoslav Makar.

Nella parrocchia della Cattedrale si è svolto il rito di insediamento del parroco e del vice parroco

Il rito si è svolto nella Cattedrale prima dell’inizio della Divina Liturgia, quando il Vescovo Dionisio Lachovicz ha ufficialmente proclamato davanti ai parrocchiani i decreti di nomina del parroco e del vice parroco. Questo rito includeva la preghiera per i neo-nominati padri Lyubomyr e Sviatoslav, affinché potessero svolgere degnamente il loro ministero, che consiste nell’accompagnare spiritualmente i fedeli, al fine di condurre il gregge di Cristo al Regno dei Cieli. Alla fine del rito, il Vescovo ha consegnato al parroco le chiavi, che simboleggiano la sua missione pastorale, che consiste nell’amministrare i sacramenti e curare le anime ed anche la responsabilità verso Dio per la parrocchia affidata.

Successivamente, il Vescovo Dionisio, insieme a padre Lyubomyr, ha celebrato la Divina Liturgia. Il vescovo ha tenuto un’omelia sul Vangelo domenicale di Marco 10, 32–45. Il punto principale della riflessione sono state le parole di Gesù, il quale sottolinea che il Figlio dell’Uomo deve andare a Gerusalemme per sperimentare la sofferenza e morire.

L’Esarca ha sottolineato che il programma di Gesù è il servizio, non la ricerca del potere e la gloria come i re e i capi di questo mondo, quindi il compito dei discepoli di Gesù è amarsi e servirsi reciprocamente, seguendo l’esempio del Maestro. Entrambi gli apostoli, oltre agli altri, tranne Giuda, hanno capito che anziché cercare gloria e potere, devono seguire la via del servizio, del sacrificio e dell’abbandono di sé stessi, e come Gesù Cristo, versare il proprio sangue per la salvezza e il perdono dei peccati.


Il sacerdozio istituito da Gesù Cristo deve essere pronto a versare il proprio sangue e a spezzare il proprio corpo per la salvezza degli altri: «Questo è il mio corpo, che è spezzato per voi… Questo è il mio sangue, che è versato per voi». Queste parole di Gesù Cristo devono risuonare anche dal cuore di ogni sacerdote che desidera essere un pastore nell’esempio del Signore, e di ogni cristiano, perché grazie allo Spirito Santo, che discende su di noi e sui santi Doni, diventiamo anche noi il corpo di Cristo.

Un discepolo di Gesù non cerca privilegi e meriti, ma è pronto ad offrirsi per amore dei propri fratelli. Questo costituisce l’autorità cristiana: lo spirito di amore e servizio, l’umiltà e la gioia, l’obbedienza e l’abbandono di sé fino alla morte stessa. Non ci salviamo con le sofferenze, ma con l’amore, che può sopportare tutto, come ha fatto Gesù Cristo stesso. Lui è il Salvatore! Ed è questa la via verso la risurrezione!

In questo modo, anche i seguaci moderni di Gesù, in particolare i sacerdoti, devono comprendere la loro missione. «Innanzitutto, il parroco è colui che ha una certa autorità sulla parrocchia affidatagli. E questa autorità consiste nel servire gli altri. È colui che guida i fedeli al Regno di Cristo, ed è l’ultimo ad entrarci, poiché un buon pastore fa entrare prima i fedeli affidati a lui, e solo allora entrerà lui stesso», ha concluso l’Esarca Apostolico.

Dopo la Liturgia, il Vescovo si è nuovamente congratulato con i sacerdoti nominati e ha augurato loro un servizio pastorale fervente. Padre Lyubomyr ha pronunciato parole di ringraziamento al Vescovo e ai parrocchiani per la fiducia ottenuta a potere svolgere il servizio nella parrocchia assegnata.

Ufficio per le Comunicazioni dell’Esarcato Apostolico

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