Si è svolto il pellegrinaggio del Distretto pastorale di Milano al Santuario di Oropa

5 maggio 2026

Il primo maggio, che è ormai diventato una bella tradizione per l’organizzazione dei pellegrinaggi distrettuali per l’Ucraina, i sacerdoti e i fedeli del Distretto pastorale di Milano hanno visitato il Santuario di Oropa, situato nella regione Piemonte, nel Nord Italia.

Si è svolto il pellegrinaggio del Distretto pastorale di Milano al Santuario di Oropa

Il Santuario è considerato il più antico e uno dei più importanti centri di pellegrinaggio mariano delle Alpi e si trova a 1200 metri sul livello del mare. Questa perla spirituale in stile barocco del XVII secolo, inserita nel patrimonio dell’UNESCO, attira migliaia di pellegrini non solo dai territori circostanti e da tutta l’Italia, ma anche da diverse parti del mondo. Un significato particolare è dato a questo luogo dalla nota statua della Madre di Dio, conosciuta come Madonna Nera, risalente al XIII secolo.

Fin dal mattino, i pellegrini, insieme ai loro pastori, si sono messi in cammino verso la Madre di Dio per pregare per l’Ucraina, giungendo da diverse comunità del Distretto pastorale di Milano dell’Esarcato Apostolico, che si estende dalla costa ligure fino al Lago di Garda.

Al pellegrinaggio del Distretto pastorale di Milano hanno preso parte anche due pellegrini speciali provenienti da Roma, collaboratori della Curia dell’Esarcato Apostolico: Rev. Don Anibal Soutus, Vicario giudiziale dell’Esarcato Apostolico, e suor Luiza Сiupa, SAMI, direttrice dell’Ufficio catechistico dell’Esarcato Apostolico. Suor Luiza si è rivolta ai bambini, ai giovani e ai catechisti con una parola di incoraggiamento, sottolineando che l’amore per Dio cresce attraverso la conoscenza delle verità della fede, trasmesse mediante l’insegnamento catechistico.

L’evento spirituale è iniziato nella Basilica Superiore, gremita di pellegrini ucraini e amici dell’Ucraina. Tutti hanno pregato il Rosario per la pace in Ucraina e per la vittoria nella guerra di liberazione contro le truppe di occupazione russe. Durante la preghiera, i fedeli hanno avuto anche la possibilità di accostarsi al Sacramento della Confessione.

Prima dell’inizio della Divina Liturgia, il rettore del Santuario, Rev. Don Michele Berchi, ha rivolto un saluto a tutti i pellegrini, ringraziando i fedeli e i pastori per la loro degna testimonianza di fede in Dio e assicurando la costante vicinanza nella preghiera e la solidarietà con il popolo ucraino, tanto provato dalla sofferenza.

In risposta, ringraziando il sacerdote italiano per l’ospitalità e la vicinanza all’Ucraina, il protopresbitero del Distretto pastorale di Milano, Rev. Don Volodymyr Misterman, ha donato un’icona del beato ieromartire Symeon Lukach, affermando: «Là dove ancora 60 anni fa il beato Symeon, nascondendosi nelle case private, celebrava la Divina Liturgia, confessava e predicava che il Signore è sempre con il Suo popolo, oggi questo luogo è diventato un bellissimo centro di pellegrinaggio, dove ogni mese giungono fedeli da diversi luoghi per curare le ferite della guerra. Dio non può mai essere deriso, così come non possono essere derisi coloro che Gli rimangono fedeli».

La Divina Liturgia è stata presieduta dal protopresbitero del Distretto pastorale di Milano, in concelebrazione con numerosi confratelli riuniti per il pellegrinaggio. Un’atmosfera particolare di preghiera è stata creata nella Basilica dal coro della comunità dei Tre Santi Gerarchi di Monza.

Durante la Divina Liturgia, il protopresbitero del Distretto pastorale di Milano ha pronunciato l’omelia, prendendo come punto di riferimento il brano evangelico del giorno, attraverso il quale il Signore, nella Sua Parola, si rivolge a ogni pellegrino: «Se infatti non credete che Io Sono, morirete nei vostri peccati» (Gv 8,24).

Nel suo intervento, il predicatore ha osservato che possiamo percepire in modo più profondo la reale presenza di Dio quando facciamo esperienza del Suo perdono. «Non a caso ora molti di noi sono in fila per la Confessione, perché è proprio così che percepiamo la presenza di Dio in pienezza e in modo autentico», ha sottolineato don Volodymyr, proseguendo la riflessione su un altro passo del Vangelo: «Quando avrete innalzato il Figlio dell’uomo, allora conoscerete che Io Sono» (Gv 8,28).

Il sacerdote ha inoltre osservato che, durante la guerra contro l’Ucraina, la presenza di Dio può essere letta in modo particolare guardando alle ferite sofferenti del popolo ucraino: «Le piaghe di Gesù continuano a sanguinare nel Suo Corpo Mistico in tempo reale, e oggi lo vede tutto il mondo, che forse non sempre comprende il prezzo così alto di questa sofferenza, ma nel profondo del cuore percepisce che questo sacrificio per la libertà ha un’origine divina, perché è compimento del comandamento dell’amore: dare la vita per i propri amici».

Durante il pellegrinaggio, tutti i fedeli hanno avuto la possibilità di pregare davanti alla statua della Santissima Madre di Dio e di passare sotto il Suo omoforion di 25 metri, composto da 15.000 diverse parti realizzate a mano dai fedeli provenienti da varie zone d’Italia.

Ha comunicato Rev. Don Volodymyr Misterman

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