Il vescovo Hryhoriy Komar nel Giorno dell’Indipendenza dell’Ucraina: «Solo persone libere sono capaci di difendere l’indipendenza del proprio Stato»

25 agosto 2026

Il 24 agosto, in occasione del Giorno dell’Indipendenza dell’Ucraina, nella Basilica minore di Santa Sofia a Roma si è svolta una solenne Divina Liturgia, accompagnata dalla preghiera comune per l’Ucraina, per il suo popolo e per i suoi difensori, nonché per una pace giusta e duratura.

Il vescovo Hryhoriy Komar nel Giorno dell’Indipendenza dell’Ucraina: «Solo persone libere sono capaci di difendere l’indipendenza del proprio Stato»

Nel cuore di Roma, rappresentanti della Chiesa, della Santa Sede, del Corpo diplomatico e della comunità ucraina si sono riuniti per testimoniare la propria vicinanza spirituale e solidarietà al popolo ucraino, in particolare a quanti soffrono a causa della guerra, e per esprimere il sostegno all’Ucraina nella sua lotta per preservare la libertà e l’indipendenza.

Le celebrazioni si sono svolte grazie alla collaborazione dell’Ambasciata d’Ucraina presso la Santa Sede e il Sovrano Militare Ordine di Malta, rappresentata dall’Ambasciatore Andriy Yurash, dell’Esarcato Apostolico per i fedelicattolici ucraini di rito bizantino in Italia, della comunità della Basilica minore e dellaSocietà «Santa Sofia», rappresentate dal rettore della basilica e presidente della Società, Rev. Don Marko Yaroslav Semehen.

La Divina Liturgia è stata presieduta da S. E. R. Hryhoriy Komar, Amministratore Apostolico per i fedeli cattolici ucraini di rito bizantino in Italia, e concelebrata da S. E. R. Iryney Bilyk, canonico della Basilica Papale di Santa Maria Maggiore; Rev. Don Oleksandr Sapunko, referente della Curia dell’Esarcato Apostolico; Rev. Don Liubomyr Kostiuk, parroco della Chiesa Cattedrale dell’Esarcato Apostolico, insieme a numerosi sacerdoti.


Durante la celebrazione, il vescovo Hryhoriy ha pronunciato l’omelia, sottolineando che l’indipendenza dell’Ucraina non è soltanto una conquista storica e politica, ma anche un grande dono di Dio, che al tempo stesso affida a ogni ucraino la responsabilità per la libertà del proprio Stato e del proprio popolo.

«Il 24 agosto è un giorno speciale nella storia ucraina. È infatti il giorno in cui l’Ucraina ha ristabilito la propria statualità e proclamato la propria indipendenza. E oggi guardiamo a questo giorno, a questo evento, come a un grande dono di Dio. Il Signore ci ha donato questa indipendenza, ma insieme a questo dono abbiamo ricevuto anche una responsabilità: la responsabilità per la nostra vita da persone libere».


L’indipendenza dell’Ucraina è il frutto di una lunga lotta e del sacrificio di molte generazioni di ucraini che hanno aspirato ad avere uno Stato proprio, libero e sovrano, dedicando a questo obiettivo le proprie forze, il proprio lavoro e, non di rado, anche la propria vita. Oggi, nelle condizioni della guerra su vasta scala, il popolo ucraino comprende con particolare intensità il vero prezzo dell’indipendenza.


«Oggi comprendiamo particolarmente bene che l’indipendenza ha un prezzo. E questo prezzo è straordinariamente alto. Perché, affinché possiamo rimanere un popolo libero, i nostri soldati e difensori donano la propria vita. L’Ucraina versa il proprio sangue per il diritto di essere uno Stato libero e indipendente».

Un posto particolare nell’omelia è stato dedicato alla dimensione spirituale dell’indipendenza. Essa non si limita alle decisioni politiche o agli atti storici, poiché il suo fondamento è la libertà interiore della persona, che nasce dalla consapevolezza della propria dignità e della propria appartenenza a Dio.

«L’indipendenza è anche una realtà spirituale. Perché non è possibile essere veramente indipendenti senza essere liberi, e la libertà è già un concetto spirituale». La vera libertà nasce dalla consapevolezza della persona di essere figlia di Dio e di possedere una dignità e dei diritti donati da Lui. Per questo oggi gli ucraini sono chiamati non soltanto a difendere l’indipendenza dello Stato, ma anche a custodire la propria libertà interiore. Mons. Hryhoriy ha sintetizzato questo pensiero con le parole: «Solo persone libere sono capaci di difendere l’indipendenza del proprio Stato».

Considerata la presenza di numerosi rappresentanti del Corpo diplomatico, l’omelia è stata pronunciata in lingua ucraina e inglese. Al termine della celebrazione, Mons. Hryhoriy si è inoltre rivolto agli ospiti stranieri con parole di gratitudine per il sostegno offerto all’Ucraina.


Un importante segno di sostegno all’Ucraina è stata la presenza alla celebrazione di S. E. Mons. Michel Jalakh, Segretario del Dicastero per le Chiese Orientali. Alla preghiera ha preso parte anche Mons. Pierpaolo Felicolo, Direttore generale della Fondazione Migrantes della Conferenza Episcopale Italiana.

Su invito dell’Ambasciata d’Ucraina presso la Santa Sede e il Sovrano Militare Ordine di Malta, alla preghiera hanno partecipato ambasciatori, incaricati d’affari e rappresentanti delle missioni diplomatiche di oltre 30 Paesi accreditati presso la Santa Sede.

Nel complesso, il Corpo diplomatico era rappresentato da quasi cinquanta partecipanti, la cui presenza è stata un eloquente segno della solidarietà dei Paesi rappresentati nei confronti dell’Ucraina e del popolo ucraino.


Tra loro vi erano diplomatici degli Stati Uniti d’America, Regno Unito, Francia, Germania, Polonia, Italia, Spagna, Giappone, Argentina, Uruguay, Filippine, Serbia, Ghana, Guatemala, Corea del Sud, Repubblica Ceca, Slovenia, Perù, Ungheria, Australia, Slovacchia, Angola, Cile, Croazia, Irlanda, Georgia, Iraq, Bulgaria, Bosnia ed Erzegovina, nonché della Delegazione dell’Unione Europea. Alle celebrazioni ha preso parte anche il rappresentante del Sovrano Militare Ordine di Malta, Domenico Giani.


Al termine della Divina Liturgia, i partecipanti alle celebrazioni hanno deposto fiori presso il monumento a Taras Shevchenko e i busti di Ivan Kotliarevsky e Markiyan Shashkevych, situati nel complesso della Basilica di Santa Sofia.

Un momento particolare è stato la consegna dell’onorificenza commemorativa del Presidente dell’Ucraina «Cuore d’Oro» a don Riccardo Patalano, da lungo tempo amico dell’Ucraina, che ha dato un contributo significativo al sostegno del popolo ucraino durante la guerra su vasta scala.

Ufficio Comunicazioni dell’Esarcato Apostolico
Foto: Ufficio stampa della Società Religiosa «Santa Sofia»

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