«Chiediamo al Signore la sapienza: la lezione della parabola del ricco stolto»

9 dicembre 2025

Omelia di S.E. Mons. Hryhoriy Komar durante la visita alle comunità della rettoria di San Giuda Taddeo a Imola.

«Chiediamo al Signore la sapienza: la lezione della parabola del ricco stolto»

Gloria a Gesù Cristo!

Reverendi Padri, cari fratelli e sorelle!

Molto spesso utilizziamo le parabole, le storie della vita quotidiana e gli esempi concreti affinché voi, ascoltatori, possiate comprendere meglio ciò che desideriamo trasmettere e insegnare. Sappiamo per esperienza che questi racconti rimangono più facilmente impressi nella memoria e che poi possiamo riproporli e trasmetterli ad altri.

Oggi abbiamo ascoltato una delle parabole di Gesù Cristo — la parabola del ricco stolto. A prima vista potrebbe sembrare che abbia poco in comune con la nostra vita quotidiana, perché nessuno di noi possiede ricchezze così grandi da non poterle contenere in magazzini o conti bancari. Ma questa è solo un’impressione superficiale. In realtà, questa parabola parla profondamente a ciascuno di noi.

Essa offre un insegnamento prezioso e ci aiuta a evitare errori nella nostra vita. Forse diventerà per noi un avvertimento: cosa fare e cosa evitare, perché le conseguenze delle nostre scelte possono essere dolorose.

Il nome di questo ricco non è conosciuto, e non è questo ciò che importa. Il Signore attira l’attenzione sul suo comportamento — su ciò che egli ha fatto in modo sbagliato. Egli rivela il suo egoismo, la mancanza di discernimento.

Vorrei sottolineare subito: Gesù non condanna la ricchezza. Il problema del ricco non è che fosse benestante. Il vero problema è che non sapeva amministrare rettamente i suoi beni. Egli dimenticò che tutto ciò che possedeva non era semplicemente frutto del suo lavoro, ma prima di tutto una benedizione di Dio.

Il raccolto e la prosperità non dipendono solo dal lavoro umano, ma anche da circostanze fuori dal nostro controllo. Dio ci dà i suoi doni perché siano utilizzati per il bene.

Il ricco invece si lascia prendere dall’amor proprio. Pensa soltanto a sé stesso:

«Che farò? Abbatterò i miei granai, ne costruirò di più grandi e poi mi riposerò, mangerò, berrò e mi divertirò». Egli costruisce un mondo che ruota solo attorno ai suoi interessi, chiudendo il cuore a Dio e agli altri.

Questa parabola ci insegna la sapienza nelle scelte. Non possiamo essere felici da soli. Le nostre decisioni devono essere armonizzate con la volontà di Dio. Per questo è necessario rivolgersi ogni giorno alla Sacra Scrittura: leggerla, meditarla, pregare e lasciarsi guidare da Dio. Allora la nostra vita sarà orientata in modo giusto e pieno.

Il ricco stolto ci mostra che una vita chiusa in sé stessa, che pensa solo al proprio benessere, non porta gioia. Spesso desideriamo controllare tutto, dominare, non ascoltare gli altri. Ma la verità è che la felicità non dipende dalle ricchezze.

La vera felicità nasce quando doniamo, quando serviamo gli altri. La gioia nasce nella relazione e nel servizio, non nell’accumulo. L’uomo diventa veramente ricco agli occhi di Dio quando aiuta, condivide e ricorda chi è nel bisogno.

La parabola del ricco stolto ci insegna: a non essere autoreferenziali; a non costruire la vita solo per noi stessi; a usare i doni di Dio per il bene; a servire e prenderci cura del prossimo.

Che il Signore ci doni la forza di essere generosi, aperti e capaci di sacrificio, di non aver paura di condividere il bene. Perché quando doniamo, diventiamo veramente ricchi agli occhi di Dio.

Gloria a Gesù Cristo!

† Hryhoriy

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