I giovani dell’Esarcato di Donetsk della Chiesa Greco-Cattolica Ucraina hanno concluso una speciale missione in Italia: essere la voce del popolo ucraino
25 luglio 2026
Dal 10 al 23 luglio, con la benedizione dell’Amministratore Apostolico dell’Esarcato Apostolico in Italia, Sua Eccellenza Rev.ma Hryhoriy Komar, e dell’Esarca di Donetsk, Sua Eccellenza Rev.ma Maksym Riabukha, un gruppo di giovani provenienti da Zaporizhzhia ha soggiornato in Italia con una missione speciale: essere la voce del popolo ucraino e testimoniare la verità sulla guerra.

I giovani sono stati accompagnati dal responsabile della pastorale giovanile dell’Esarcato di Donetsk, Rev. Don Markijan Buniak, e da suor Lukija Murashko, OSBM. Durante il soggiorno in Italia il gruppo è stato seguito dal Protopresbitero del Distretto pastorale di Milano e cappellano delle comunità ucraine di Varese e Gallarate, Rev. Don Volodymyr Misterman.
La realizzazione di questo progetto è stata resa possibile grazie alla generosità di numerosi benefattori che hanno creduto nella sua importanza. L’iniziativa è stata sostenuta, in particolare, dall’Esarcato Apostolico in Italia, dal Fondo «Healing the Wounds of War in Ukraine» della Metropolia greco-cattolica ucraina di Filadelfia, tramite della Fondazione Oranta dell’Esarcato Apostolico.
Il progetto «Messaggeri di Pace» perseguiva due obiettivi fondamentali. Il primo era offrire ai giovani la possibilità di allontanarsi, almeno per due settimane, dai continui bombardamenti, consentendo loro di riposare, sentirsi al sicuro e vivere, anche solo per un breve periodo, senza il timore delle sirene notturne, degli attacchi missilistici e dei droni. Il secondo obiettivo era dare a questi giovani l’opportunità di diventare la voce del proprio popolo in Italia, raccontando in prima persona la verità su quanto sta accadendo in Ucraina attraverso la loro esperienza e la loro testimonianza.
Primo giorno in Italia: preghiera, benedizione dell’Arcivescovo di Milano e testimonianza sull’Ucraina
La sera del 10 luglio i Messaggeri di Pace sono arrivati a Laveno-Mombello, dove per alcuni giorni sono stati ospitati nella casa delle Suore delle Piccole Figlie del Sacro Cuore di Gesù. Il carattere profondamente spirituale della missione è apparso evidente fin dalla prima sera. Nonostante il lungo viaggio di quasi 3.000 chilometri, i partecipanti non hanno voluto iniziare la cena prima di aver preso parte alla Divina Liturgia e aver ricevuto la Santissima Eucaristia.
Il primo giorno della missione è iniziato con l’incontro con l’Arcivescovo di Milano, Sua Eccellenza Mons. Mario Delpini. Il cordiale incontro con il Pastore della Chiesa Ambrosiana si è svolto presso il Seminario Arcivescovile di Milano. Dopo aver ascoltato i giovani, Mons. Delpini li ha ringraziati per la loro viva testimonianza di fede e per il coraggio dimostrato nell’aver percorso migliaia di chilometri per raccontare la verità sull’Ucraina e testimoniare la presenza di Dio anche nel dramma della guerra.
Benedicendo i partecipanti per questa importante missione, l’Arcivescovo ha invitato i giovani ucraini a condividere la loro fede e i valori cristiani con i giovani della sua Arcidiocesi, che, pur essendo aperti e generosi, hanno bisogno di vedere esempi concreti di una fede autentica in Cristo. Nella stessa giornata i partecipanti hanno visitato due autentici gioielli del patrimonio spirituale e culturale riconosciuti dall’UNESCO nella provincia di Varese: l’Eremo di Santa Caterina del Sasso e il Sacro Monte di Varese. Verso il Sacro Monte i giovani sono saliti portando la bandiera ucraina, con il rosario tra le mani e pregando incessantemente per l’Ucraina. Dopo aver partecipato alla Santa Messa nel rito ambrosiano, hanno offerto la loro prima testimonianza pubblica e hanno visitato un’antica cappella, dove hanno cantato «Cristo è risorto», come inno di vittoria e di speranza.
Secondo giorno della missione: Divina Liturgia, matrimonio ucraino e incontro con un rappresentante dell’Arcidiocesi di Milano
Anche il secondo giorno è stato ricco di significativi momenti spirituali. I Messaggeri di Pace hanno partecipato alla Divina Liturgia domenicale nella comunità ucraina di San Martino a Varese. La celebrazione è stata presieduta da un sacerdote proveniente dall’Ucraina, mentre i giovani hanno accompagnato la preghiera della comunità con il loro canto.
Quella giornata è stata resa ancora più speciale dalla celebrazione del matrimonio di una giovane coppia ucraina. Nello stesso giorno i giovani hanno ricevuto la visita di Rev. Don Franco Gallivanone, Vicario della Zona Pastorale II di Varese dell’Arcidiocesi di Milano, che ha espresso la propria vicinanza ai giovani ucraini e il proprio sostegno alla loro importante missione.
I «Messaggeri di Pace» sulle Alpi: tempo di ristoro, incontri e testimonianza della verità sull’Ucraina
La tappa successiva del viaggio ha condotto il gruppo nella regione del Trentino, dove i partecipanti hanno trascorso un’intera settimana. Qui hanno avuto l’opportunità di riposare, ritrovare le forze dopo le dure esperienze vissute durante la guerra e, allo stesso tempo, continuare a testimoniare la verità sull’Ucraina a tutte le persone incontrate lungo il cammino.
Durante il soggiorno sulle Alpi i giovani hanno finalmente potuto dormire serenamente, recuperare energie e godere di alcuni giorni di pace, condividendo al tempo stesso la loro testimonianza sulla guerra in Ucraina. Tra escursioni in montagna, momenti di relax presso i laghi alpini, incontri con giovani italiani e occasioni di dialogo con la comunità locale nel teatro del paese, si sono svolti tre appuntamenti di particolare rilievo.
Il primo si è tenuto presso il Consiglio della Regione Autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol, dove i giovani hanno incontrato il Presidente del Consiglio regionale, Claudio Soini, insieme ai collaboratori di questa importante istituzione. Particolarmente toccanti sono stati i due incontri successivi, svoltisi presso l’albergo che ospitava il gruppo. I giovani sono rimasti profondamente colpiti dalla visita personale dell’Arcivescovo di Trento. Venuto a conoscenza della presenza di questi ospiti speciali nella sua diocesi, Sua Eccellenza Mons. Lauro Tisi ha voluto raggiungerli personalmente per ascoltare le loro testimonianze.
Venuto a conoscenza della presenza di questi ospiti speciali nella sua diocesi, Sua Eccellenza Mons. Lauro Tisi ha voluto raggiungerli personalmente per ascoltare le loro testimonianze.
L’Arcivescovo non ha nascosto la propria commozione e ha ringraziato i giovani per il coraggio di essere venuti in Italia con una missione tanto importante. Ha sottolineato come la loro testimonianza gli abbia ricordato che vivere il Vangelo è possibile anche oggi. Secondo Mons. Tisi, persino nei Paesi dove non c’è la guerra talvolta si rischia di perdere il senso di una fede vissuta. Per questo motivo, l’esperienza dei giovani ucraini è stata per lui un richiamo alla forza della fiducia in Dio e all’autentico valore della vita cristiana.
Un altro momento significativo del soggiorno sulle montagne italiane è stato l’incontro con i due nipoti del compianto Rev. Don Romano Scalfi, fondatore della Fondazione Russia Cristiana, che ebbe rapporti personali con il Patriarca Josyf Slipyj e che, negli anni del regime ateo sovietico, fu una delle poche voci in Occidente a raccontare la storia della silenziosa, sofferente ma indomita Chiesa Greco-Cattolica Ucraina.
Il soggiorno sulle Alpi e la contemplazione della maestosa bellezza del creato hanno donato ai giovani provenienti dalla zona del fronte una profonda esperienza della presenza di Dio. Essi hanno potuto riscoprire che il Signore, Creatore dell’universo, ha impresso nella bellezza del mondo una forza capace di rigenerare e guarire le ferite dell’uomo.
Rientrati in Lombardia, su invito di Raffaele Cattaneo, Sottosegretario con delega alle Relazioni internazionali ed europee della Regione Lombardia, i Messaggeri di Pace sono stati accolti nella sede della Regione come ospiti d’onore.
La verità sull’Ucraina raccontata da chi la vive: i «Messaggeri di Pace» incontrano i rappresentanti della Lombardia e di Ravenna
Secondo gli organizzatori, la sala che ha ospitato l’incontro è destinata abitualmente ad eventi di massimo rilievo internazionale. Nonostante i consolidati rapporti istituzionali con la città di Zaporizhzhia, il Sottosegretario ha espresso il desiderio di ascoltare personalmente la testimonianza dei giovani provenienti dall’Ucraina e di offrire loro uno spazio per raccontare la verità sulla guerra.
Raffaele Cattaneo ha espresso la propria vicinanza e il sostegno al popolo ucraino, sottolineando l’importanza della missione affidata ai giovani. «Su di voi grava una missione speciale e una nobile responsabilità: andare nel mondo e raccontare a quante più persone possibile, in tutta Europa, ciò che oggi abbiamo ascoltato.» Ha inoltre assicurato ai giovani la sua preghiera personale, augurando all’Ucraina il raggiungimento di una pace giusta e duratura e promettendo di fare tutto ciò che è nelle sue possibilità per contribuire ad avvicinarla.
Tutti i rappresentanti italiani presenti hanno concordato nel definire questo incontro uno dei momenti più significativi mai vissuti in quella sala. I giovani ucraini hanno parlato con profondo amore per la propria patria, raccontando la realtà quotidiana della guerra. Autorità e rappresentanti politici italiani non hanno nascosto la loro commozione. Nessuno è rimasto indifferente ascoltando le testimonianze di ragazzi e ragazze che hanno perso la propria casa e che, in molti casi, hanno visto la guerra portare via genitori, fratelli, familiari e una parte della loro infanzia e della loro giovinezza.
Eppure, nonostante tutto, essi hanno affermato con convinzione di non voler permettere al nemico di rubare il loro futuro. «La nostra fede in Gesù custodisce i nostri cuori dall’odio e dal rancore, perché un cuore custodito dalla grazia di Dio non permette al nemico di vincere», hanno testimoniato all’unisono. I giovani hanno rivolto un appello affinché tutti si impegnino a costruire le condizioni perché, dopo la vittoria sull’aggressore, gli ucraini possano tornare a dormire serenamente nelle proprie case, ritrovare una vita di pace e ricostruire il proprio Paese, quella normalità che hanno potuto sperimentare durante il loro soggiorno in Italia.
Particolarmente intenso è stato il pellegrinaggio ad Assisi, la città di san Francesco. Davanti alle reliquie di san Francesco e del beato Carlo Acutis, i giovani hanno pregato con fervore chiedendo a Dio il dono della pace per l’Ucraina.
Durante il soggiorno a Ravenna, il gruppo ha ricevuto la visita dell’Arcivescovo di Ravenna-Cervia, Sua Eccellenza Mons. Lorenzo Ghizzoni. Alla presenza del cappellano della comunità ucraina, Rev. Don Volodymyr Voloshyn, l’Arcivescovo ha ringraziato i Messaggeri di Pace per la loro preziosa missione, ha ricordato il sostegno della Chiesa locale all’Ucraina e ha assicurato la sua preghiera per la fine della guerra e per il raggiungimento di una pace giusta e duratura.
Gli ultimi giorni della missione: l’accoglienza delle famiglie italiane e un messaggio di speranza per il futuro
L’ultima notte prima del rientro in Ucraina i giovani hanno soggiornato presso famiglie italiane nella cittadina di Scorzè, nei pressi di Venezia. Le famiglie li hanno accolti con grande affetto, facendoli sentire parte della propria casa e offrendo loro una concreta testimonianza della vicinanza e della solidarietà del popolo italiano nei confronti dell’Ucraina.
Nell’ultimo giorno della missione i Messaggeri di Pace hanno visitato il Museo della Stampa, fondato da Silvio Antiga, che li ha accompagnati personalmente lungo il percorso museale, illustrando oltre cinquecento anni di storia della stampa.
Questo incontro conclusivo ha rappresentato per i giovani una preziosa esperienza formativa. Attraverso la propria testimonianza personale, il fondatore del museo, creatore di una delle più importanti aziende tipografiche italiane, ha mostrato come lo studio, l’impegno costante, la perseveranza e la fiducia nelle proprie capacità possano rendere possibile la realizzazione anche dei sogni più ambiziosi.
I giovani hanno così ricevuto una lezione fondamentale: il dono più grande che una persona possa fare a se stessa è assumersi la responsabilità del proprio futuro e, con l’aiuto di Dio, contribuire a scrivere nuove pagine luminose della storia del proprio Paese. Oggi è proprio l’Ucraina che, con il sacrificio dei suoi figli e delle sue figlie, sta scrivendo nuove pagine della storia contemporanea.
Durante tutta la missione, i giovani sono stati autentici ambasciatori dell’Ucraina in Italia. Non hanno tralasciato nessuna comunità o parrocchia ucraina incontrata lungo il loro cammino. In ogni chiesa hanno pregato insieme ai sacerdoti e ai fedeli per la pace in Ucraina, affidando il loro popolo alla protezione del Signore.
Questa missione dei giovani dell’Esarcato di Donetsk ha rappresentato un contributo concreto al cammino verso una pace giusta e verso la vittoria dell’Ucraina. Ovunque siano passati i Messaggeri di Pace, la propaganda russa ha perso forza, perché questi giovani non hanno portato soltanto parole, ma la testimonianza viva della loro esperienza. Con i loro racconti, il loro coraggio e la loro fede hanno dato un volto umano alla tragedia della guerra, permettendo a tante persone di conoscere la verità direttamente da chi la vive ogni giorno.
A cura di don Volodymyr Misterman


