L’Arcivescovo di Milano incontra le vedove e gli orfani di guerra ucraini
18 agosto 2026
Dal 7 al 18 agosto è stato ospitato in Italia un gruppo di bambini e donne provenienti dall’Ucraina, ai quali la guerra ha portato via le persone più care: mariti, padri e figli.

Il gruppo proveniente dall’Ucraina era accompagnato dal padre spirituale del Seminario Maggiore dello Spirito Santo di Leopoli della Chiesa Greco-Cattolica Ucraina, Rev. Don Ivan Dulyba. Gli ospiti sono giunti in Italia su invito di due comunità del Distretto pastorale di Milano dell’Esarcato Apostolico in Italia — la comunità di San Basilio Magno a Gallarate e quella di San Martino a Varese — per partecipare insieme al campo per famiglie «Cercatori della Luce».
Per il secondo anno consecutivo, queste comunità, insieme al loro sacerdote Rev. Don Volodymyr Misterman, organizzano il campo a Bocca di Magra, sulla costa ligure, in provincia di La Spezia.
Pellegrinaggio al Sacro Monte di Varallo
Le famiglie hanno iniziato il loro soggiorno in Italia con un pellegrinaggio a uno dei più antichi e maestosi luoghi di devozione dell’Italia settentrionale: il Sacro Monte di Varallo, situato in Piemonte.
La storia di questo complesso risale al 1491. È costituito da 44 cappelle che custodiscono oltre 800 statue, le quali, insieme agli affreschi, narrano la storia della Salvezza. Il santuario sorge sopra la cittadina di Varallo, e dal 2003 fa parte del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO.
Accompagnati da don Volodymyr Misterman, i pellegrini sono giunti in questa perla culturale e spirituale per affidare nella preghiera a Dio il loro profondo dolore, causato dalla guerra che ha strappato loro le persone più care.
Il rettore del santuario, Rev. Don Angelo Porzio, ha espresso la vicinanza nella preghiera ai pellegrini ucraini. Ha sottolineato di pregare ogni giorno per l’Ucraina, per la fine della guerra e per il raggiungimento di una pace giusta. Il sacerdote italiano ha inoltre ricordato come, lo scorso anno, i pellegrini del Distretto pastorale di Milano, durante il pellegrinaggio per l’Ucraina, avessero riempito la Basilica dell’Assunta.
«Cercatori della Luce»: uno spazio di preghiera, unità e guarigione
La tappa successiva e principale del soggiorno in Italia è stata la partecipazione al campo settimanale per famiglie «Cercatori della Luce». Quest’anno il campo ha riunito quasi 40 partecipanti ed è stato reso particolarmente significativo dalla varietà delle famiglie che si sono incontrate: famiglie numerose che vivono in Italia da molti anni, famiglie giunte nel Paese a causa della guerra, famiglie con figli con bisogni speciali e famiglie dei difensori ucraini caduti.
La settimana trascorsa insieme, tra preghiera, giochi, attività fisica mattutina, riflessioni spirituali e cammini di preghiera, attività coinvolgenti, momenti dedicati ad ammirare il sorgere del sole e a pregare sulla spiaggia, conversazioni, riposo e una cena conclusiva sulla costa, è stata per tutti i partecipanti un tempo di particolare benedizione di Dio.
Il campo aveva un triplice obiettivo: creare uno spazio in cui persone potessero imparare a vivere secondo l’esempio dei primi cristiani, diventando vicine le une alle altre; offrire condizioni favorevoli alla guarigione delle ferite di coloro che sono stati profondamente segnati dalla guerra; e, accogliendo l’insegnamento evangelico del santo apostolo Giacomo, imparare ogni giorno a vivere una fede viva e operosa: «Una religione pura e senza macchia davanti a Dio Padre è questa: soccorrere gli orfani e le vedove nelle loro afflizioni e conservarsi puri da questo mondo» (Gc 1,27).
I partecipanti hanno potuto osservare come, giorno dopo giorno, grazie alla partecipazione quotidiana alla Divina Liturgia, al Sacramento della Confessione, alla preghiera comunitaria, agli abbracci sinceri e alla contemplazione della bellezza della creazione di Dio, sui volti segnati dal dolore comparissero sempre più spesso dei sorrisi. Essi sono diventati una testimonianza visibile di come il Signore, toccando i cuori feriti, accenda in essi la Sua luce.
Incontro con l’Arcivescovo di Milano
Un momento particolarmente emozionante, che ha concluso il soggiorno in Italia, è stato l’incontro con l’Arcivescovo di Milano, S.E. Mons. Mario Delpini. La sua presenza, la sua attenzione e la sua benedizione hanno parlato ai cuori feriti più di mille parole di conforto.
«Sono molto lieto di potervi incontrare qui oggi, per dirvi che prego per voi, condivido il vostro dolore e vi assicuro la vicinanza di tutta l’Arcidiocesi di Milano. Vogliamo condividere il vostro dolore per la perdita irreparabile dei vostri cari che, difendendovi, hanno donato la propria vita per gli altri», ha affermato l’Arcivescovo Delpini.
Ha inoltre sottolineato la particolare gioia di incontrare, per la seconda volta nell’arco di un solo mese, degli ucraini.
«Un mese fa ho incontrato i giovani dell’Esarcato di Donetsk, giunti in Italia come “Messaggeri di pace”, e li ho benedetti per questa importante missione: essere in Italia ambasciatori di pace. Oggi, prima del vostro ritorno, desidero benedire voi, affinché possiate rientrare in sicurezza nella vostra Patria e possiate quanto prima godere di quella vita pacifica che avete visto qui, in Italia», ha affermato, concludendo, l’Arcivescovo di Milano.
All’incontro era presente anche il sindaco di Laveno-Mombello, Sig. Bruno Bresciani, che ha espresso la propria vicinanza e le condoglianze alle famiglie per la perdita dei loro cari, assicurando inoltre il proprio sostegno agli ucraini che lottano per il diritto di essere un popolo europeo libero.
Insieme per sostenere le famiglie
La realizzazione di progetti come «Cercatori della Luce» diventa possibile quando gli ucraini uniscono le proprie forze, testimoniando concretamente di non voler lasciare soli quei fratelli e sorelle che sono stati colpiti più duramente dalla guerra.
Questo progetto è stato reso possibile grazie alla pluriennale amicizia e alla stretta collaborazione tra le comunità del Distretto pastorale di Milano dell’Esarcato Apostolico in Italia e la fondazione benefica «Laboratorio della Misericordia», che uniscono le proprie forze per sostenere l’Ucraina e le persone colpite dalla guerra.
Il progetto ha ricevuto il sostegno dell’Esarcato Apostolico in Italia. Il trasporto necessario per l’arrivo delle famiglie ucraine in Italia è stato messo a disposizione dalla "Casa Patriarcale" della Curia Patriarcale della Chiesa Greco-Cattolica Ucraina, mentre le spese di viaggio sono state sostenute dal sacerdote impegnato nella pastorale in Austria, Rev. Don Vitaliy Mykytyn, e dai fedeli della comunità di San Marco a Salisburgo.
Durante il viaggio, il ruolo di autista e guida spirituale è stato svolto da don Ivan Dulyba. L’organizzazione del viaggio delle famiglie dei caduti è stata curata dalla sig.ra Myroslava Polets, direttrice della fondazione benefica «Laboratorio della Misericordia».
Tutte le questioni logistiche e organizzative, così come le spese relative al soggiorno del gruppo in Italia, sono state sostenute dalle famiglie partecipanti al campo e dalle comunità ospitanti del Distretto pastorale di Milano.
Rev. Don Volodymyr Misterman









