Una settimana di pace lontano dalla guerra
5 agosto 2026
Un abbraccio di solidarietà e di profonda fraternità cristiana attraversa in questi giorni le comunità tra Varese, Laveno e Bocca di Magra, dove un gruppo di quaranta persone di origini ucraine si è riunito per vivere un campus all’insegna della condivisione e della speranza.

L’iniziativa, fortemente voluta e coordinata da Rev. Padre Volodymyr Misterman , unisce in un unico grande cerchio di accoglienza sia i connazionali che già risiedono stabilmente in Italia, tra Varese e Gallarate, sia un nucleo giunto direttamente dall’Ucraina. Tra di essi vi sono quattro donne, rimaste vedove a causa dell’invasione russa, le quali, insieme ai rispettivi quattro bambini e a un sacerdote che veste anche i panni dell’autista, hanno varcato i confini della propria terra martoriata per cercare un momento di tregua e di conforto.
La calda accoglienza delle suore
L’arrivo si è concretizzato venerdì 7 agosto in un clima di calda accoglienza presso le suore a Cerro di Laveno, dove tutti gli ospiti sono stati ricevuti per condividere una cena serena e ritrovare il calore di una casa dopo anni segnati dall’angoscia e dal costante suono delle sirene d’allarme.
La domenica, dopo la celebrazione della messa mattutina fissata per le ore dieci presso la chiesa di San Martino a Varese, il gruppo partirà alla volta di Bocca di Magra. Qui, per una settimana intera e fino al giorno di Ferragosto, i partecipanti potranno godere della bellezza del mare, un’occasione preziosa pensata appositamente per permettere a queste madri e ai loro piccoli di trovare un necessario ristoro psicologico.
Le parole di padre Volodymyr
Non si tratta di un progetto burocratico o di una complessa macchina organizzativa calata dall’alto, ma di un’opera nata spontaneamente dalla generosità di tanti, resa possibile grazie a chi ha messo a disposizione posti liberi, praticato sconti sulla permanenza e offerto aiuti concreti con generi alimentari e spese di viaggio. A suggellare il senso più autentico di questo cammino di carità e di amore evangelico, che unisce la cura per le vedove e i bambini orfani ai valori più alti della solidarietà umana, risuonano le parole di padre Volodymyr, che spiega le motivazioni del suo instancabile servizio: «Per me è naturale, anzi estremamente semplice, perchè se non compio queste azioni non riesco a scorgere la vera fede»: senza questi gesti, non sarei in grado di testimoniare agli altri cosa significhi davvero la Provvidenza. «Il Signore stesso ci ricorda che tra le cose che più gli stanno a cuore vi è il prendersi cura delle vedove e degli orfani», che soffrono la mancanza di chi li proteggeva. Come sacerdote e figlio del mio popolo, cerco di fare tutto ciò che è in mio potere, poiché non posso restare indifferente dinanzi a questo dolore. Mi impegno quotidianamente a essere, attraverso le mie mani, uno strumento della misericordia divina per chi ha perso ogni certezza e vive nel buio della solitudine».
Fonte https://www.prealpina.it/