Nella Basilica Cattedrale di Rimini si è pregato per la pace in Ucraina e nel mondo
18 giugno 2026
Domenica 14 giugno, nella Basilica Cattedrale di Rimini, è stata celebrata la Divina Liturgia pontificale in rito bizantino per la pace in Ucraina e nel mondo. La celebrazione si è svolta su iniziativa del Vescovo di Rimini, mons. Nicolò Anselmi, e con la partecipazione della locale parrocchia ucraina dei Santi Cirillo e Metodio dell’Esarcato Apostolico.

La preghiera si è inserita nel percorso di preparazione alla visita di Papa Leone XIV a Rimini ed è stata un segno di vicinanza alla comunità ucraina e a tutti coloro che soffrono a causa della guerra.
Insieme ai fedeli ucraini provenienti da Rimini, Cattolica, Pesaro e Riccione hanno pregato l’amministratore della parrocchia e Direttore della Caritas esarcale, Rev. Don Volodymyr Medvid, con i suoi collaboratori, Rev. Don Ivan Sekhna e Rev. Don Volodymyr Viityshyn. Hanno concelebrato anche i sacerdoti della Diocesi di Rimini: Rev. Don Giuseppe Tognacci, parroco della Cattedrale; Rev. Don Andrea Scognamiglio, parroco della parrocchia di San Pio V a Cattolica; e Rev. Don Gioacchino Vaccarini, responsabile per l’ecumenismo.
Nella sua omelia, mons. Nicolò ha sottolineato che gli ucraini che vivono a Rimini non sono estranei alla Chiesa locale, ma fanno parte della sua famiglia ecclesiale. «Voi siete nostri fratelli e sorelle, siete parte di questa diocesi. Grazie per la vostra presenza», ha detto il Vescovo.
Parlando della guerra in Ucraina, mons. Anselmi ha richiamato la necessità della verità, della giustizia e di passi concreti per porre fine alla violenza. Ha osservato che la pace non può essere soltanto un auspicio generico, ma deve nascere dalla preghiera e dal desiderio deciso di fermare il male. «Dobbiamo pregare perché quanto prima si arrivi a un cessate il fuoco, perché tacciano le armi, finisca la violenza e si possa tornare a parlare di pace, nella verità e nella giustizia», ha affermato.
Mons. Anselmi ha ricordato l’indifferenza con cui spesso il mondo guarda alla sofferenza degli altri popoli. Ha sottolineato che la guerra in Ucraina non dura soltanto dal momento dell’invasione su larga scala, ma da molti anni, invitando a chiedere perdono a Dio per l’indifferenza e per la mancanza di attenzione verso il dolore del popolo ucraino.
Il Vescovo ha inoltre collegato la preghiera per la pace alla vocazione evangelica dei cristiani a essere testimoni della misericordia di Dio in un mondo segnato da forze di divisione, paura e odio. Secondo mons. Anselmi, la preghiera cristiana ha la forza di opporsi al male, di sostenere chi soffre e di avvicinare il giorno in cui i popoli potranno vivere nella pace.
Ufficio per le Comunicazioni dell’Esarcato Apostolico












